Zafarana Fest. Chiusa la tre giorni al Centro storico di Tortora è tempo di bilanci e di nuovi progetti
“Entusiasti per i risultati raggiunti, ma l’obiettivo è quello di fare sempre di più e meglio”. Terminata ieri, domenica 13 ottobre, l’edizione 2024 della “Zafarana Fest” di Tortora, abbiamo tracciato un primo bilancio sulla tre giorni tenutasi al Centro storico. Dopo due anni di stop a causa delle limitazioni imposte dal Covid19, l’associazione “Zafarana di Tortora” si dice soddisfatta per come è andata.
Al di là di tutto, la prima nota positiva è che molti giovani abbiano voluto abbracciare il progetto e che è già in atto una discussione sulle prossime iniziative, che potranno essere dislocate anche in altri periodi, come a Natale o in Primavera, senza dimenticare l’opera di divulgazione nelle scuole. Certamente, uno dei “nei” del Centro storico, da ormai due anni, è l’interdizione che grava tra piazza De Francesco e piazza Pio XII, a causa del nubifragio del 13 ottobre 2022.
Ma come spiegatoci dal segretario dell’associazione, Fortunato Surace, si può dire che l’edizione di quest’anno segna un nuovo inizio, fondato sul fatto che la Zafarana sia ormai riconosciuta anche “istituzionalmente” come prodotto tipico territoriale. Di questo si è parlato anche nel corso del convegno di sabato 12 ottobre, tenutosi presso la biblioteca comunale “Giovanni Chiappetta”.
Il messaggio è stato chiaro: questo ortaggio non deve rimanere un prodotto “domestico” che riposa sotto un velo di spicciolo sentimentalismo, ma deve essere maggiormente presente anche negli orti, nei ristoranti, nella promozione turistica e nell’identità di Tortora.
La sfida non è semplice, ma apre molte opportunità. La Zafarana ha una sua storia consolidata e documentata. Prova ne è il modo in cui la novantaseienne Rosina Sarubbo ne ha parlato davanti alle telecamere delle televisioni regionali che, sabato scorso, sono giunte al Centro storico; un’altra testimonianza è la “presenza della Zafarana” negli affreschi della Chiesa dell’Annunziata, risalente al XVII secolo.
Per quanto riguarda la tre giorni, iniziata venerdì 11 ottobre, la volontà è quella di continuare la collaborazione con le altre associazioni del territorio, prima di tutto con la Pro Loco di Tortora. Per quanto riguarda anche la parte dell’intrattenimento musicale, la cui direzione artistica è stata affidata ad Antonio Sproviero dei Taranta Nova, verranno fatti ulteriori passi.
“Certamente – ha concluso il segretario Surace – ciò che ci fa davvero piacere è che molti giovani abbiano partecipato e apportato delle idee che aiuteranno l’associazione a sviluppare nuovi progetti di valorizzazione della Zafarana e anche del Centro storico”.
*Ringraziamo per le foto Sonia De Francesco



