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Tortora. “Napoli due volte al dì”. Sabato 26 Luglio il libro di Amedeo Colella

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Appuntamento per questa sera, sabato 26 luglio, alle ore 21.30, in piazza Madonna delle Grazie di Tortora, in località Poiarelli, con “Liber Blanda”. Ospite della rassegna sarà Amedeo Colella, divulgatore della cultura partenopea in tv, sui social e a teatro, con il suo libro “Napoli due volte al dì”.

La serata è stata organizzata in collaborazione con l’agenzia letteraria “Delia”, la Biblioteca comunale “Chiappetta” e il Comune di Tortora. Al fianco dell’autore siederanno il giornalista Egidio Lorito; Barbara Valente, insegnante e membro del Comitato di gestione della Biblioteca; Gabriella Fondacaro, consigliere di maggioranza con delega alla Cultura.

Dalla quarta di copertina: Luciano De Crescenzo scriveva che tutto il mondo ha bisogno di un po’ di Napoli. E aveva ragione. Città formidabile, sempre fuori dagli schemi e con uno schema tutto suo. L’unica che sfugge all’appiattimento dell’algoritmo che sta livellando bisogni, sogni, gusti ed esistenze di gran parte dell’umanità. In quale altro posto del mondo il primo ospedale può essere chiamato “degli incurabili”? Si conoscono altre situazioni in cui il santo protettore, san Gennaro, ha dovuto sottoscrivere il suo impegno a tenere sotto controllo il Vesuvio in un atto notarile, per di più qualche centinaia di anni dopo la morte? Tutto questo e molto altro succede solo a Napoli. Perché nella città di Partenope la medietà non ha proprio cittadinanza. C’è il primato e il non classificato, la vetta e l’abisso, il meglio e il peggio, ma non c’è mai la fascia mediana, quel borbottante tran tran quotidiano per cui le giornate, le persone e le metropoli si somigliano fra loro. L’eccezionalità di Napoli e dei napoletani è che poli sempre opposti non si attraggono per nulla, ma generano una diversa normalità, un modo di vivere atipico e creativo. Amedeo Colella, detto ‘o professore, ha speso tempo e intelligenza per scovare il principio attivo della napoletanità, e in questo libro ce lo propone come una buona medicina da assumere due volte al dì. Tantissimi racconti di cultura partenopea che narrano i grandi del passato, le meraviglie gastronomiche, il profano rapporto con il sacro, e che diventano, involontariamente, una salutare somministrazione di benessere per tutti.

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