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Tortora e l’unicità della sua Zafarana. Presentato il disciplinare… e ora non ci sono più scuse

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“Un altro obiettivo raggiunto. Ora, chi vorrà coltivare la Zafarana di Tortora dovrà attenersi a precise regole”. Così il presidente dell’associazione Zafarana di Tortora, Giuseppe Limongi, al termine dell’incontro tenutosi ieri, nel pomeriggio di venerdì 10 maggio, presso la Biblioteca comunale “Giovanni Chiappetta” del Centro storico.

Presentato il disciplinare promosso dal Gal Riviera dei Cedri e dall’Arsac, l’Azienda regionale per lo sviluppo dell’agricoltura calabrese, non ci sono più scuse: di Zafarana ne esiste una, ed è quella di Tortora; la sua produzione dovrà rispettare un decalogo. Tale documento si aggiunge a un altro importante riconoscimento: l’inserimento nell’elenco ministeriale dei Prodotti agroalimentari tradizionali calabresi, avvenuto nel settembre del 2023.

Per l’occasione, al tavolo dei relatori c’erano il sindaco di Tortora, Antonio Iorio; il consigliere del Gal, Luigi Salsini; il direttore del Gal, Domenico Amoroso; i tecnici incaricati Francesco Perrone e Giuseppe Orrico; il presidente dell’associazione “Zafarana di Tortora”, Giuseppe Limongi.

Proprio Limongi ha anche detto che si sta lavorando all’edizione 2024 della Festa della Zafarana, che dovrebbe tenersi ad ottobre. Con la manifestazione di ieri, infine, si è messo in evidenza un altro aspetto: la Zafarana è un’unicità del territorio dell’alto Tirreno cosentino.

 

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