Scalea. “Fuori dalla procedura di riequilibrio”. Orrico: “I veri meriti sono delle precedenti amministrazioni”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa del consigliere comunale di minoranza, Eugenio Orrico
Ancora propaganda e fumo negli occhi di una popolazione sempre più disorientata da notizie che disegnano il Comune di Scalea nella top ten dei Comuni virtuosi, peccato poi scontrarsi con i fatti e non le chiacchiere, paese sporco, tributi alle stelle, servizi pari a zero, ecc.ecc. È di ieri, sabato 16 marzo, la notizia trionfale del Sindaco: “finalmente il Comune di Scalea esce dalla procedura di riequilibrio finanziario ancora grazie ai meriti di questa Amministrazione”. Purtroppo, anche in questa vicenda, sono da sollevare gravi e fuorvianti inesattezze tipicamente da ventennio. Ebbene, il piano di riequilibrio finanziario pluriennale, detto anche “pre-dissesto”, è una procedura amministrativa generale adottata dagli enti locali con lo scopo di risanare le finanze per poter prevenire la condizione di dissesto finanziario. La possibilità di aderire ad un piano di riequilibrio finanziario pluriennale è stata introdotta dal legislatore, all’interno del Testo unico degli Enti Locali, con l’art. 243-bis. Il piano di riequilibrio finanziario pluriennale è stato approvato nel 2013. Solo per un anno questa Amministrazione ha subito le conseguenze di un piano già autorizzato ed approvato. La chiusura del piano è un atto dovuto in relazione al rilevante lasso di tempo trascorso. Quindi, nessun merito per atti perfezionati da altre Amministratori e, particolarmente, dalla triade Commissariale. Poi resta da esaminare la realtà dei dati contabili, aspetto da verificare con il nuovo Revisore contabile che sarà chiamato a certificare la effettiva attendibilità delle scritture contabili. Ad esempio, se i residui tributari attivi hanno una vita media di tre anni, salvi i casi di puntuale certificazione,il Revisore dovrà chiarire il motivo per il quale fittiziamente si riportano a consuntivo residui potenzialmente perenti di oltre dieci anni. Lo stesso Sindaco oggi trionfatore dimentica di aver fatto interviste nelle quali lamentava incapacità di riscossione per diversi milioni di euro. Dunque se l’uscita dal piano di riequilibrio assume i caratteri di atto dovuto, poi occorre fare i conti con l’amara realtà delle carte contabili. Ricordo a me stesso che quando un Ente esce dal riequilibrio è, sulla scorta di certificazioni verosimilmente attendibili, nelle condizioni di camminare in equilibrio, aspetto che non vale per Scalea che si trascina squilibri strutturali per la incapacità anche vostra di non saper far funzionare l’ufficio tributi se vero è che ancora annaspate dopo quattro anni nella ricerca di strategie, l’ultima è di questi giorni , il ricorso ad una concessionaria, sempre per affidamento diretto, pare la stessa del Consorzio di Bonifica. Quindi ancora una volta, allo stesso Sindaco che nel Consiglio del 13 u.s. parlava di non poter abbassare la tari a causa di gravissima esposizione debitoria ereditata, sollecito il silenzio per non ingenerare confusione nel cittadino, perché delle due lune o Scalea è uscito dal predissesto e naviga nell’oro,oppure, soluzione più attendibile, il Comune ancora si trascina dietro gravissimi squilibri strutturali, erroneamente certificati…Tanto i numeri fortunatamente non si dissolvono…. Partiamo dai Rendiconti e tutto emerge alla luce del sole …Ancora una volta condivido con l’assessore all’ambiente la strategia del silenzio….che in molti casi è d’oro.