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Premio “La Perla” di Maratea. Dedicato al 60esimo anniversario dalla costruzione della statua del Cristo

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa

Celebrata domenica, 20 luglio 2025, al Porto di Maratea, per iniziativa della locale Pro Loco, come secondo appuntamento della IX edizione del “Premio La Perla”, la statua del Cristo Redentore, una scultura di circa 22 metri di altezza posta sulla cima del monte San Biagio, sovrastante la cittadina tirrenica. Introduzione alla serata il coinvolgente video prodotto da “Studio 35” e le bellissime foto dell’epoca della costruzione dell’opera raccolte da Biagio Calderano, e in conclusione gli interventi del parlamentare italiano Fabio Porta, eletto nella circoscrizione brasiliana, e del Vice Presidente del Consiglio regionale della Basilicata, Angelo Chiorazzo.

Nel mezzo, a cura della splendida giornalista Tg1 Rai Maria Soave, gli interventi del Presidente della Pro Loco di Maratea La Perla, Pierfranco De Marco, della Presidente del Centro Culturale “Josè Mario Cernicchiaro”, Marianna Trotta, del Consigliere comunale con delega alla Cultura, Francesco Santoro, del giornalista Renato Cantore, dell’esperto di tradizioni marateote, Biagio Calderano, del Presidente del Centro Studi Internazionali Lucani nel Mondo, Luigi Scaglione, e della Dirigente CNR, Antonella Pellettieri, che con i loro interventi hanno ricostruito una parte della storia che ha portato il Conte Rivetti ad immaginare il Cristo redentore a Maratea e numerosi aneddoti sul pensiero popolare locale, molto variegato, sull’installazione. Interessante spunto subito condiviso dagli organizzatori dell’evento l’idea della dott.ssa Pellettieri di realizzare una mostra internazionale sulle opere di Bruno Innocenti a Maratea.

La storia del Cristo ricordata durante il Premio La Perla: essa fu realizzata con un particolare impasto di cemento misto a scaglie di marmo di Seravezza dall’artista fiorentino Bruno Innocenti tra il 1963 e il 1965. Alta 21,13 metri, è una delle statue più grandi d’Italia, seconda solo al Colosso di San Carlo Borromeo. Prima del Redentore sulla cima rocciosa del monte San Biagio, dove sorgono le rovine di Maratea Castello, oggi disabitata, era presente una croce in ferro battuto per ricordare l’assediata da un contingente di quattromilacinquecento soldati francesi nel 1806 e, nel 1907, si volle ricordare l’evento con l’erezione di una croce in ferro battuto, posta sul punto più alto del monte. Questa croce veniva poi continuamente ripristinata ogni qualvolta che i fulmini l’abbattevano.

Nel 1942 il podestà Biagio Vitolo ideò una nuova croce commemorativa, stavolta fatta di cemento e con parafulmini, da costruire al posto di quella in ferro, che era posta nei pressi di un torrione medievale.

Arrivato a Maratea nel 1953 per avviare attività industriali con l’aiuto della Cassa del Mezzogiorno, il biellese conte Stefano Rivetti di Val Cervo concepì l’idea di sostituire la croce commemorativa con un grande monumento al Cristo Redentore, e palesò le sue intenzioni con una lettera indirizzata all’amministrazione comunale il 5 settembre 1961. Il consiglio comunale di Maratea ne approvò la costruzione, previo smantellamento e conservazione della Croce (avviato nel settembre 1963), che fu riposta in un altro sito, dove è visitabile tuttora.

Già dal 1957 Rivetti aveva affidato il progetto all’artista Bruno Innocenti, docente presso l’Istituto statale d’arte di Firenze. I primi bozzetti della statua risalgono al 1960. Nel 1964 fu affidato all’ing. Luigi Musumeci lo studio e il progetto strutturale e portante della struttura, il quale iniziò la costruzione dell’armatura in calcestruzzo e ferro, fissata alle fondamenta scavate nella roccia della montagna con l’utilizzo di oltre 14 tonnellate di ferro che divennero lo scheletro portante dell’opera. Nel settembre dello stesso anno iniziò la gettata del conglomerato di marmo e cemento che avrebbe composto il corpo della statua.

Tra fine del 1964 e i primi mesi del 1965, infine, avvenne la scalpellatura di tutta la superficie della scultura realizzata personalmente da Bruno Innocenti. La costruzione fu eseguita da una ditta friulana che si avvalse di manodopera locale proveniente dalla stessa Maratea e da Lauria. Una volta completata, non vi fu alcuna cerimonia per inaugurare la grande statua. Dopo le elezioni comunali del 1964, che videro contrapposte due liste, una molto vicina agli interessi di Rivetti e un’altra di stampo popolare di segno opposto, e la vittoria di quest’ultima, tra la comunità e la classe dirigente di Maratea e l’imprenditore piemontese si instaurò un clima di freddezza e ostilità, che comportarono tra l’altro la mancata cerimonia di inaugurazione del monumento. In ogni caso, il grande Cristo Redentore entrò, seppure in sordina, nel panorama artistico marateota acquistando velocemente un ruolo da protagonista.

Dal 23 al 28 luglio 2013 l’area della statua è stata al centro del raduno interdiocesano per la giornata mondiale della gioventù di quell’anno, destinato a raccogliere i fedeli che non potevano recarsi a Rio de Janeiro. In questa occasione fu lanciata per la prima volta l’idea di un gemellaggio tra la città di Maratea e quella di Rio, dove si trova il più famoso Cristo Redentore al mondo. Il consiglio comunale di Maratea deliberò in tal senso il 23 luglio 2013.

La sigla di questo gemellaggio si è avuta però solo il 16 ottobre 2021. In occasione del festa nazionale brasiliana nota come Dia da Italia, l’Arcidiocesi di Rio de Janeiro ha firmato un gemellaggio con la città di Maratea allo scopo di condividere esperienze e spiritualità tre i due monumenti, incoraggiando il turismo e i pellegrinaggi. A ricordo di questo evento sono state apposte due targhe sotto i monumenti.

Nel 2014 si è costituita la Fondazione Cristo di Maratea Onlus per iniziativa di Chiara Rivetti di Val Cervo, figlia di Stefano. La Fondazione Cristo di Maratea, senza scopo di lucro, ha l’obiettivo di cooperare alla manutenzione, alla tutela e alla valorizzazione della Statua del Cristo, elemento di forte attrazione del turismo culturale e religioso.

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