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Polizia penitenziaria allo stremo: denuncia della CISL FNS sulla situazione “insostenibile” al carcere di Paola

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La Federazione Nazionale della Sicurezza CISL lancia un nuovo e durissimo allarme sulle condizioni di lavoro della Polizia penitenziaria presso la Casa circondariale di Paola. In una nota inviata alla direzione dell’istituto, al Provveditorato regionale dell’amministrazione penitenziaria (PRAP) di Catanzaro e alle segreterie regionale e provinciale del sindacato, viene descritta una situazione “divenuta insostenibile”, con il personale “allo stremo” e una gestione definita “degenerata e pregiudizievole per la sicurezza”.

Secondo la CISL FNS, la struttura di Paola soffre una grave carenza di organico: mancano almeno 29 unità nel ruolo agenti e assistenti. Una scopertura che costringe gli operatori in servizio a coprire più postazioni contemporaneamente, con turni estenuanti che possono arrivare fino a 12 ore, riposi saltati anche per due settimane consecutive e richiami durante i periodi di ferie.

A peggiorare la situazione, la presenza sempre più consistente di detenuti “difficili da gestire”, trasferiti da altri istituti penitenziari della Calabria e del Sud Italia perché protagonisti di condotte problematiche, oltre a detenuti con disturbi psichiatrici. Una convivenza che – denuncia il sindacato – alimenta tensioni, disordini e proteste, mettendo quotidianamente a dura prova il personale di polizia e lo stesso equilibrio interno della casa circondariale.

«La C.C. di Paola è ormai una polveriera pronta ad esplodere», si legge nella nota, che elenca episodi di disordini, aggressioni e proteste continue, con gravi ripercussioni psicofisiche sugli agenti.

La CISL FNS chiede con urgenza:

il reintegro del personale mancante;
lo sfollamento e il trasferimento dei detenuti psichiatrici in strutture idonee;
il blocco dei trasferimenti a Paola di soggetti di particolare gestione da altri istituti;
un intervento diretto degli uffici superiori per ripristinare condizioni minime di sicurezza.

Il sindacato ribadisce inoltre lo stato di agitazione permanente e annuncia che, in assenza di risposte “concrete e tempestive”, non esiterà a mettere in campo ulteriori azioni sindacali.

«Questo è il tempo delle risposte – conclude la nota – per chi da anni, con zelo e senso del dovere, porta avanti una barca che ormai sembra essere alla deriva».

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