Ospedale di Praia a Mare. “Mobilitazione della gente e degli Enti locali”. L’associazione “Praia nel cuore” suona l’allarme: “Il Presidio sta morendo”
“Mobilitazione della gente e delle istituzioni locali, altra strada non c’è”. Questo quanto scrive in un comunicato stampa “Praia nel cuore”. Il documento diffuso porta la firma dei componenti Pasquale Fortunato, ex assessore del Comune di Praia a Mare; Tullio Laino, ex dirigente dell’Asp di Cosenza; e Antonio Praticò, ex sindaco della Città dell’Isola Dino. L’associazione, guidata da Antonio Mandarano, attraverso il suo comunicato ricostruisce anche le ultime vicende, sottolineando il disinteresse dei commissari, a qualsiasi livello, che si sono fatti beffa anche delle sentenze e delle ordinanze del Consiglio di Stato. Inoltre, il recente ridimensionamento di Radiologia, che riduce il presidio ospedaliere al rango ambulatoriale, dimostra come i tanti annunci finora lanciati, restano solo specchietti per le allodole.
Il comunicato stampa dell’associazione Praia nel cuore
Cittadini, continua ancora la latitanza, non solo operativa, del Commissario ad acta per l’attuazione del piano di rientro dai disavanzi sanitari della Regione Calabria, del Direttore Generale dell’Asp di Cosenza, del Ministero della Salute, in merito all’ormai annosa questione del ripristino del Presidio Ospedaliero di Praia a Mare nella rete ospedaliera per acuti, a seguito delle plurime sentenze del Consiglio di Stato n. 2576/2014, n.2968/2015, n.1153/2017, n.384/2022, non ottemperate. Le suindicate sentenze, cancellando il famigerato DPGR-C.A. n.18/2010, hanno disposto il ripristino dell’Ospedale di Praia a Mare nella rete ospedaliera per acuti, quale Ospedale di Base, secondo i parametri disposti dal Decreto del Ministro della Salute n.70/2015. È stato un susseguirsi di eventi o meglio di inadempimenti, caratterizzati da minacce di incatenamenti davanti ai palazzi del potere romano, provvedimenti cartacei, molti dei quali in palese contraddizione semantica e normativa. Atti vuoti ed inconcludenti, mediaticamente amplificati ed osannati, ma pur sempre rimasti inefficaci e di puro valore cartaceo. Il disinteresse del Commissario ad acta, del Direttore Generale dell’Asp di Cosenza, del Ministero della Salute si sono ulteriormente palesati in occasione dell’ennesima seduta del Consiglio di Stato del 19 settembre u.s., allorquando non solo non hanno presentato la documentazione e i chiarimenti richiesti, ma addirittura i rispettivi avvocati hanno disertato la seduta, sminuendone il valore di un procedimento giudiziario di vitale importanza per i cittadini dell’alto Tirreno cosentino. Si evidenzia, inoltre, che nelle ordinanze precedenti l’udienza, il Consiglio di Stato si è riservato ogni consequenziale segnalazione alle Autorità competenti per ipotesi di ulteriore inerzia dell’organo competente. Di tanto, oggi ci auguriamo che il Consiglio di Stato procederà senza nessuna remora a mettere in atto le proprie decisioni. Sono questi i riscontri reali ad una problematica annosa, a fronte dei proclami di facciata, ultimo dei quali prevedeva l’attivazione del reparto di Traumatologia nel nosocomio Praiese. Non si parla peraltro del recente ridimensionamento della Radiologia che riduce il Presidio Ospedaliero al rango ambulatoriale. Non occorre aggiungere altro se non l’invito alla mobilitazione popolare e delle Istituzioni locali, per difendere l’Ospedale di Praia a Mare da un destino ormai segnato, ovvero la sua CONDANNA A MORTE. Cittadini, la salute è il bene più prezioso, non ha bisogno di spot e passerelle politiche ma di impegno fattivo, facciamo sentire FORTE la nostra voce