radio-300x176-1.png

Diamante. Nei riti della Pasqua la commemorazione delle vittime di Cutro

Condividi questo articolo

Scarpe, scarpette e peluche abbandonati sulla sabbia; una rete da pesca, conchiglie, stelle marine e una barca, un gozzo, l’imbarcazione dei pescatori. Dietro, la croce, simbolo della sofferenza di Cristo e quindi di tutte le donne e gli uomini.

Appare così il sepolcro allestito nella Chiesa Gesù Buon Pastore di Diamante per il Giovedì Santo e la Messa In Coena Domini. “In questo modo abbiamo voluto ricordare le vittime di Cutro” ci spiega don Franco Liporace. Il pensiero torna al 26 febbraio scorso, quando un caicco carico di migranti, in balìa del mare grosso, si ribaltò a 150metri dalla costa di Steccato di Cutro. Fra i primi ad intervenire, quella notte, furono proprio i pescatori che cercarono di afferrare quante più persone per salvarle dalle onde e dall’ipotermia. Ventitré sono stati tratti in salvo mentre il conteggio delle vittime è, ad oggi, di 93 per un terzo minori; un numero imprecisato risulta disperso.

“Nella Pasqua, la festa più importante per la religione cristiana, celebriamo l’insegnamento più importante di Cristo: Amatevi gli uni con gli altri, come io ho amato voi“. Sempre sulla spiaggia di Steccato, due fedi, la cattolica e la musulmana, si sono unite in un’unica preghiera. E questo abbraccio ci ha dato dimostrazione che l’umanità può vivere in pace, come fratelli e sorelle. 

 

Condividi questo articolo

Per restare sempre aggiornati in tempo reale iscriviti al nostro canale WhatsApp di Radio Digiesse News e sulla nostra pagina Facebook

Torna su