CALABRIA. MARE SPORCO? ANCORA TROPPE SEGNALAZIONI

Tante, troppe segnalazioni. Non passa giorno che il mare calabrese non venga ripreso o immortalato a causa del suo colore poco azzurro. Le solite macchie, le solite polemiche. Così si può riassumere tutto quello che sta avvenendo. Nulla di diverso rispetto allo scorso anno, il problema è che quest’anno le proteste sono iniziate presto. Ieri, la località che è stata più presa di mira è stata Belvedere Marittimo. Ma il sindaco Vincenzo Cascini non ci sta e risponde, anche se il termine “insignificante” riferito a chi opera in diversi modi nel mondo della comunicazione ci sembra inopportuno. Crediamo che al di là del ruolo tutti noi abbiamo un “significato”.

Il comunicato stampa di Vincenzo Cascini

La malafede di certa stampa, cartacea e on line, supera di gran lunga le elementari regole che disciplinano il settore della stampa. Ieri a caratteri cubitali, veniva pubblicato on line, un post che indicava il mare sporco (?) proprio a Belvedere Marittimo. Terrorismo mediatico che poi nemmeno supportato dalle verifiche opportune che anche il più insignificante dei blogger svolge. E invece certa stampa si prende la briga di dare in pasto ai numerosi navigatori la notizia, che poi si trasforma in: “Non andate a mare a Belvedere che l’acqua è sporca”. Pochi secondi di video del tratto di costa che non lascia supporre nemmeno lontanamente che si tratti di Belvedere o di qualche altro paese. Saremmo ben lieti di ospitare l’autore del video (se esiste): vorremmo verificare assieme il tratto di spiaggia in questione e vedere gli estremi della registrazione, quindi data e ora. Ci sono organi di stampa che dimostrano di essere veicoli di chi vuole il male dell’economia e dell’ambiente. Anche senza volerlo.

Siamo a conoscenza molto bene dei limiti e delle difficoltà che l’ambiente comporta: abbiamo attivato tutti i mezzi necessari per rendere ancora più efficiente la depurazione. Stiamo collaborando con il dipartimento regionale all’ambiente per superare le criticità e le difficoltà riscontrate da anni e anni di incuria. Siamo pronti ad intervenire su vasche e attrezzature specifiche sul funzionamento ad hoc dell’intero sistema.

Monitoriamo il territorio h24, ma se i pescherecci lavano le proprie imbarcazioni a mare o i ruscelli scaricano fango, non è certo colpa di questa amministrazione.

Noi non siamo per la censura: noi siamo per la libertà di parola e di espressione. Resta il diritto sacrosanto di informare, ma che sia informazione verificata e supportata da fatti.

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