Acqualisparti di Tortora. Il miraggio dell’assistenza sanitaria domiciliare. A distanza di un anno poco è cambiato per la signora Maria Rosa Reale
È cambiata poco la situazione della signora Maria Rosa Reale che, a distanza di un anno dalla sua denuncia alla nostra redazione, si è vista costretta a dover raccontare delle solite carenze di assistenza sanitaria di cui il sistema Calabria è pieno.
Residente nella frazione di Acqualisparti di Tortora, al confine con il comune lucano di Lauria, Maria Rosa assiste i suoi genitori ultranovantenni. Nonostante le domande presentate al Comune di Tortora e agli enti sanitari della provincia di Cosenza per avere un po’ di assistenza domiciliare per qualche ora alla settimana, come anche di qualcuno che effettui dei prelievi su due anziani che hanno problemi di mobilità, nessuno si è mai presentato alla sua porta.
Le condizioni di salute dei genitori di Maria Rosa sono le seguenti: la madre, classe 1931, è affetta da artrosi e da Alzheimer; il padre, classe 1930, si è ripreso solo da pochi mesi da una frattura del femore. Proprio durante la convalescenza dell’uomo, la famiglia ha fatto richiesta di alcuni dispositivi per aiutare l’anziano nella deambulazione quotidiana: “ebbene – ci dice Maria Rosa – anche di questi strumenti non abbiamo avuto traccia. Alla fine ho comprato tutto io e ho provveduto a curare mio padre, a mie spese, nella vicina Lauria”.
Cosa chiede la signora? “Il diritto all’assistenza – ci risponde – il minimo. Come si può pretendere che io metta in macchina due anziani, con questo caldo, per andare in un ospedale o in un laboratorio per dei prelievi del sangue? Penso che in una situazione così delicata, un’assistenza minima sia un mio diritto; invece, anche se chiedo, anche se seguo scrupolosamente le procedure, anche se domando del perché dei ritardi, ecco che ricevo il solito ‘ora vediamo’. Sinceramente, sono stufa di dover elemosinare un diritto”.