LAVORATORI CALABRESI DELLA MOBILITÀ IN DEROGA. GRAZIANO DI NATALE: “BASTA CON I RINVII”
Proroga di dodici mesi per i lavoratori della Mobilità in Deroga. Graziano Di Natale: “Misura che lede la dignità di madri e padri di famiglia. Esiste la mia proposta amministrativa di stabilizzazione. Venga presa in considerazione dalla Regione Calabria. Basta Proroghe”.“Apprendo che, per i lavoratori inseriti nei tirocini di inclusione sociale, la Giunta della Regione Calabria si è limitata a stanziare circa trentadue milioni di euro per una proroga di dodici mesi dei contratti in scadenza. Con questa misura circa 4.300 padri e madri di famiglia, dal 2012, continuano a vivere in uno stato diassoluta precarietà. Nel denunciare l’ennesimo pastrocchio, esprimo tutta la mia vicinanza ai lavoratori della mobilità in deroga”.
È quanto afferma l’Avv. Graziano Di Natale, già Segretario-Questore dell’assemblea regionale della Calabria, promotore del Provvedimento Amministrativo prot. N.7119 del 2021, per la stabilizzazione dei lavoratori in mobilità in deroga. “Sinceramente -prosegue la nota stampa- non ho contezza dei motivi che hanno determinato la Regione Calabria a non prendere in considerazione la mia proposta di provvedimento amministrativo (N.7119 del 26.4.2021) con la quale ho previsto la stabilizzazione di questi veri e propri lavoratori, ormai indispensabili per tutte le amministrazioni locali calabresi”.
L’esponente politico afferma inoltre: “L’ennesima proroga non rappresenta una soluzione congeniale e lede la dignità di così tanti calabresi, mortificati da una misura varata a poche settimane dalle elezioni. Senza stabilizzazione queste persone vivono in condizioni di continuo precariato. È inaccettabile”.
L’ex Consigliere Regionale della Calabria sottolinea: “Esiste la mia proposta. Bisogna elevare lo spessore del dibattito, andando oltre gli steccati politici per fare gli interessi della collettività. Il mio appello -conclude- alla giunta regionale affinché prenda realmente in considerazione la stabilizzazione di queste persone, senza proseguire con questo modus operandi. Basta proroghe”.