Università in Calabria. Caro-affitti da oltre 5.500 euro l’anno: l’indagine di Federconsumatori
Sempre più famiglie calabresi sono costrette a fare i conti con l’aumento del costo della vita, tra spese alimentari, casa, tributi, salute e istruzione. A incidere in modo crescente sui bilanci è soprattutto il percorso universitario dei figli, tra tasse, libri, trasporti, vitto e, per chi è fuori sede, gli affitti. Federconsumatori Calabria ha condotto la sua prima indagine sul costo delle abitazioni per studenti universitari, prendendo in esame le tre principali aree accademiche della regione: Cosenza-Rende (Unical), Catanzaro (Università Magna Graecia) e Reggio Calabria (Mediterranea).
I numeri dell’università calabrese
Nell’anno accademico 2023/2024 gli studenti iscritti nei tre atenei calabresi erano 38.703, cresciuti a 39.962 a fine anno, di cui 1.967 stranieri e 7.585 nuovi immatricolati. Numeri in aumento, che confermano una vitalità del sistema universitario regionale ma che portano con sé anche un incremento della domanda di alloggi.
Quanto costa una stanza
Dall’indagine emerge che l’area di Cosenza-Rende è la più cara: il costo medio per una camera singola si attesta a 391 euro al mese, con punte massime di 600 euro. Seguono Catanzaro (350 euro medi, massimo 497) e Reggio Calabria (305 euro medi, massimo 505). A questi importi vanno aggiunte le spese per le utenze – acqua, luce, gas e internet – quantificate tra i 700 e gli 800 euro annui. In termini di spesa annuale, il bilancio è pesante:
Cosenza-Rende: 5.500 euro circa a studente
Catanzaro: 4.950 euro
Reggio Calabria: 4.410 euro
Le tasse e le agevolazioni
Al costo degli affitti si aggiunge la contribuzione universitaria. Nel 2023 la tassa media in Calabria è stata di 1.056 euro (contro una media nazionale di 2.160). Ventimila studenti risultano esonerati, mentre oltre 12mila hanno usufruito di borse di studio. Per chi rientra nei requisiti, la Regione ha inoltre previsto un bonus studenti di circa 500 euro.
Il commento di Federconsumatori
“La nostra indagine evidenzia costi che superano i 5.500 euro annui a persona, lontani dai livelli di Milano o Bologna, ma comunque insostenibili se rapportati ai redditi medi calabresi – ha dichiarato Mimma Iannello, presidente di Federconsumatori Calabria –. Portare a compimento gli studi universitari diventa un’impresa per molte famiglie, con il rischio di trasformarsi in un privilegio per pochi e di ampliare le disuguaglianze sociali.”
L’Unical, grazie al suo campus residenziale, offre circa 2.500 posti letto, ma la disponibilità resta insufficiente a coprire la domanda complessiva. “Servono politiche abitative diffuse e mirate – conclude Iannello – affinché lo studio universitario non sia solo un percorso di formazione, ma un valore aggiunto per la crescita dei giovani e un incentivo a rimanere nella nostra terra.”