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“Una Calabria più inclusiva”: in arrivo aiuti alimentari per oltre 220 mila cittadini in difficoltà

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Un aiuto concreto per le persone e le famiglie in condizioni di forte disagio economico e sociale. Il Dipartimento regionale Agricoltura e Sviluppo rurale ha approvato la graduatoria provvisoria dell’Avviso pubblico relativo all’Azione 4.1.1 del Programma Regionale Calabria Fesr Fse+ 2021/2027, nell’ambito dell’iniziativa “Una Calabria più inclusiva”.

L’obiettivo della misura è chiaro: rafforzare gli interventi di contrasto alla povertà alimentare attraverso la distribuzione di beni di prima necessità alle fasce più vulnerabili della popolazione. Grazie a uno stanziamento complessivo di 700 mila euro, saranno realizzate azioni capillari di recupero e distribuzione di alimenti essenziali, con l’ambizione di raggiungere oltre 220 mila cittadini calabresi in stato di bisogno.

A essere ammessi in via provvisoria al finanziamento sono due enti del Terzo settore da tempo attivi sul territorio:

  • Associazione Banco Alimentare della Calabria ODV
  • Banco delle Opere di Carità Calabria

Entrambe le realtà vantano una lunga esperienza nella lotta alla povertà e allo spreco alimentare, con reti logistiche consolidate e una profonda conoscenza delle dinamiche sociali locali.

Il progetto non si limita però alla semplice fornitura di cibo. Al centro vi è un modello che punta a valorizzare la collaborazione tra istituzioni pubbliche, associazioni e imprese locali, creando una rete stabile di solidarietà e inclusione. L’obiettivo finale è contribuire a ridurre l’isolamento sociale e offrire a chi vive situazioni di fragilità non solo un aiuto immediato, ma anche un’opportunità di reinserimento e dignità.

Con la pubblicazione della graduatoria provvisoria, si avvia ora la fase di verifica documentale, al termine della quale seguirà l’approvazione definitiva e l’avvio delle attività previste sul territorio.

Un segnale importante – sottolineano dagli uffici regionali – che dimostra come, anche in un contesto economico complesso, sia possibile attivare strumenti efficaci di sostegno, trasformando l’assistenza in una leva di coesione e sviluppo sociale.

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