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Turismo. “Estate 2025 altalenante”. Il commento di Antonio Giannoti del Sib Calabria

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Una stagione estiva altalenante che fa meditare. Il presidente del Sib Calabria, Antonio Giannotti, ci ha parlato di un inizio buono, che aveva fatto ben sperare durante i “ponti” di maggio e inizio giugno. Poi è arrivata la flessione di luglio, con il suo meno 20 percento. I primi 9 giorni di agosto anche sono stati tiepidi, mentre la ripresa c’è stata nelle altre settimane del mese.

E settembre? Come sempre sarà un’incognita. Fortunatamente, le condizioni meteo sono state favorevoli e lo saranno ancora. L’autunno porta con sé le solite sfide. La prima è sicuramente la direttiva Bolkestein, con la conseguente “questione” delle aste per l’assegnazione delle concessioni sul demanio marittimo. Ormai il quadro è chiaro e si spera che il Governo Meloni non rinvii di mese in mese la legge. I nodi da sciogliere sono le regole delle gare e come gli imprenditori del settore dovranno affrontare il tutto.

Non spaventa infatti il metodo dell’assegnazione su base d’asta, quanto la confusione che si potrebbe innescare. La richiesta è sempre la stessa, da anni, e corrisponde al requisito della “chiarezza”. Anche guardando dal punto di vista locale, ossia sul Tirreno cosentino, Giannotti lamenta una “campagna denigratoria” come se la flessione del turismo fosse dipesa “dai prezzi alti degli ombrelloni”.

I listini sul litorale sono rimasti quasi invariati. Di sicuro non ci sono stati aumenti eccessivi: “ognuno ha potuto scegliere secondo le proprie tasche e in base ai servizi offerti”. Per Giannotti, purtroppo, al livello nazionale sono stati portati avanti degli esempi, balzati agli onori alla cronaca, che non corrispondono al quadro generale, suscitando solo un risentimento indiscriminato verso una categoria “che offre tanto con tanti sacrifici”.

L’ultimo appunto del presidente del Sib Calabria è dedicato al “dopo-estate”. “Dopo tante critiche che ho sentito – ha detto – vorrei vedere quanti sono disposti nei prossimi giorni a sedersi intorno a un tavolo per programmare la stagione 2026. Dovrebbe essere un passaggio obbligatorio, invece non si verifica mai. Ogni anno, chiuse le attività, si aspetta la prossima estate senza incontrarsi. Questo è il vero e insormontabile gap”.

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