Tortora. Un ombrellone “segnaposto” e la prepotenza che regna sulle spiagge libere
“Da qui devi alzarti perché c’è il mio ombrellone”. Si è sentita dire questa frase una persona che ieri mattina, domenica 30 luglio, aveva deciso di trascorrere in “santa pace” qualche ora di mare. Come sempre, si è recata sulla spiaggia libera di Tortora e si è seduta poco distante da un ombrellone lasciato lì, come segnaposto.
Di qui l’inizio di un battibecco che stava degenerando in qualcosa di peggio. Alla fine, il povero malcapitato, incredulo per quanto stava accadendo, ha deciso di raccogliere il proprio telo da mare e di allontanarsi. Fatto sta che di ombrelloni “segnaposto” lasciati sulla spiaggia libera ce ne sono troppi ed episodi del genere sono all’ordine del giorno.
“Alla fine – ci ha detto – ha vinto la prepotenza di chi se ne infischia delle più basilari regole di civiltà. Magari, non guasterebbe mettere qualche cartello nei pressi delle spiagge libere per ricordare ai furbi che non si possono lasciare attrezzature da mare come segnaposto. Vero anche che non ci vorrebbero dei cartelli, infatti basterebbe il rispetto delle regole e della cosa pubblica, ma noto che è una battaglia persa”.
Storie di ordinaria inciviltà che, purtroppo, non si verificano solo a Tortora e, forse, è proprio questo che fa male: notare che tutti vogliono le regole, ma pochi sono pronti a rispettarle.