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Tortora: tradizione e amicizia si incontrano nelle attività del Centro anziani

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Articolo di Benedicta Felice

Unione, divertimento e amicizia. Sono questi i valori sui quali si fonda l’operato del Centro anziani di Tortora Marina, un luogo di aggregazione creato per contrastare il fenomeno dell’isolamento degli anziani, un avvenimento purtroppo in continua crescita che merita di ricevere attenzione e ascolto. Il Centro ospita le persone del territorio, con l’intento di coinvolgerle in impegni utili per il loro benessere psico-fisico, al fine di dare un significato profondo al concetto del tempo e della convivialità.

Il tempo è il perno attorno al quale ruota la vita degli esseri umani e detiene un’importanza notevole per le persone della terza età poiché deve essere sfruttato con cura e attenzione. Dare valore al tempo significa dare valore ai sorrisi, alla gioia, alla sensazione di sentirsi spensierati e allegri condividendo bei momenti insieme. Il Centro anziani di Tortora eroga diversi tipi di attività finalizzate al benessere di tutti gli ospiti che vogliono trascorrere momenti indimenticabili in compagnia di persone che desiderano affrontare questo momento particolare della loro vita in una maniera differente, consona al vero significato che gli spetta.

Gli ospiti della struttura hanno rilasciato le loro opinioni in merito all’esperienza vissuta all’interno del Centro. La maggioranza delle persone presenti ha riferito di aver avuto un riscontro positivo dallo svolgimento delle gite in varie Regioni e della partecipazione al gioco delle carte che risulta essere uno dei giochi più effettuati.

Anna Amoroso: “Abbiamo fatto delle gite bellissime, in Calabria a Civita, a Reggio Calabria, in Umbria a Spoleto, Norcia. Abbiamo visitato un sacco di bei posti. L’aspetto che conta di più è quello della compagnia poiché è gradevole stare tutti riuniti e insieme. Tra le altre cose, il nostro Centro ha partecipato anche alle messe durante il precetto pasquale e siamo stati invitati alla riapertura della chiesa Santo Stefano. Abbiamo dato spazio anche alle feste ,organizzando la festa di San Giuseppe dove abbiamo fatto il falò e abbiamo mangiato lagane e ceci.”

Mi auguro che si possano fare altre esperienze come questa, poiché queste attività ci permettono di socializzare, di condividere le nostre esperienze quotidiane, di conoscerci meglio.”

Ulteriori apprezzamenti sono stati riscontrati nell’attività della ginnastica, elogiata come una delle attività preferite dalla maggioranza.

Caterina Lippo: “Io adoro la ginnastica soprattutto il pilates. Abbiamo svolto diverse attività come ad esempio, abbiamo giocato a bocce, a pallacanestro. Giocando sembrava di essere tornati bambini.”

La sensazione dello stare bene insieme è stata sottolineata da Tina e Francesco De Gastris una coppia di Napoli che, dopo essersi trasferita qui a Tortora, ha deciso di essere partecipe delle attività della struttura.

“Prima non conoscevamo nessuno, siamo qui da sedici anni e dal momento in cui ci hanno proposto di venire qui, abbiamo accettato volentieri. Tra le varie attività svolte, a noi piace in modo particolare piace fare le gite in montagna. Qui stiamo molto bene.”

Altri invece, hanno espresso preferenza per attività più statiche come il gioco delle carte.

Francesca Martino: “ A me piace giocare a carte in particolare a burraco ma sono stata contenta di aver visitato il Museo a Reggio Calabria ed essere stata anche a Mongiana.”

Inoltre, gli anziani del Centro hanno voluto dare “sfoggio” delle loro conoscenze relative alle tradizioni popolari, come i Proverbi, che spesso narrano durante le giornate trascorse insieme. Tutti hanno evidenziato il fatto che ogni proverbio trasmette un messaggio e bisogna tramandare il valore di questi detti popolari. Tra i più frequenti sono comparsi questi:

“Cu cangia la via vecchia pi la via nuova, sapi chiru chi lassa ma non sapi chiru chi trova.” (Chi cambia la via vecchia per quella nuova sa quello che lascia ma non sa quello che trova)

“Lu ciucciu quannu nun bò vivi avoglia ca lu fiscasi.” (L’asino se non vuole bere avoglia a fischiarlo)

“Cu la figlia nun marita di lu munnu nun ni sapi mica.” (Chi non sposa la figlia del mondo non conosce niente)

“Supa lu cuottu, d’acqua vudduta” (Sul cotto, l’acqua bollente)

Nello specifico, quello che ha attirato più attenzione e curiosità è stato quello recitato da Angelo Papaleo:

“Devi tenere la bocca chiusa, la gamma leccia e la bocca pesante.”

Un proverbio che ha voluto mettere in risalto, per lanciare un messaggio ai giovani ossia quello di stare attenti alle persone alle quali si rivolgono confidenze e avere la possibilità di rispettare un impegno, in questo caso, un impegno di tipo economico.

L’operato del Centro Anziani, oltre all’importanza dello stare insieme, concede valore anche al confronto che deriva dalla narrazione di racconti e opinioni su esperienze di vita e sulle tradizioni popolari di Tortora.

Un’occasione per divertirsi e per mantenere mente e cuore sempre allenati, mantenendo intatta la sensazione di sentirsi giovani.

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2 commenti su “Tortora: tradizione e amicizia si incontrano nelle attività del Centro anziani

  1. Scriveva Beniamin Spook,sociologo americano,che in Italia gli anziani sono stati messi nelle riserve come i nativi negli USA,ecco l’importanza che assumono i centri di aggregazione fare sì che gli anziani abbiano una vita sociale.

I commenti sono chiusi.

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