Si chiude una campagna elettorale atipica a Tortora: il saluto finale di Iorio e la sfida solitaria di Carluccio
Redazione Digiesse
Siamo ormai alle ultime battute di una campagna elettorale nella quale non c’è stato un vero confronto tra programmi. Questo a causa della presenza di una sola lista, poiché quella del sindaco uscente, Antonio Iorio, è stata esclusa per le note vicende legate all’autenticazione delle sottoscrizioni. I due ricorsi presentati — prima al TAR e poi al Consiglio di Stato — ne hanno infatti confermato l’esclusione.
Iorio saluta mentre Carluccio e la sua squadra rincorrono quel quorum difficile ma non impossibile.
Ora bisognerà soltanto attendere per capire se i numeri consentiranno alla compagine Futuro Tortorese di amministrare per i prossimi cinque anni. Un primo segnale potrà arrivare già alla chiusura dei seggi, lunedì 25, attraverso il dato dell’affluenza, che dovrà poi naturalmente coincidere con la validità dei voti espressi.
Ricordiamo che, affinché la tornata elettorale sia valida e venga eletta l’unica lista in corsa — Futuro Tortorese con Salvatore Carluccio candidato sindaco — dovrà recarsi alle urne almeno il 40% degli aventi diritto al voto. Da questo calcolo sono esclusi i cittadini residenti all’estero. Inoltre, la lista dovrà ottenere almeno il 50% dei voti validi.
Il corpo elettorale attuale di Tortora è composto da 5.861 elettori, di cui 959 residenti all’estero; pertanto, sono 4.902 i cittadini chiamati al voto per le elezioni comunali.
Il sindaco uscente ha tenuto un incontro pubblico lunedì 18 per ringraziare i cittadini e fare il punto sulle attività svolte durante il suo mandato. In una piazza gremita e con una voce a tratti segnata dall’emozione, ha pronunciato un lungo discorso affiancato dai componenti della sua amministrazione. Oltre a un dettagliato resoconto di fine mandato, non sono mancati i ringraziamenti alle numerose associazioni che hanno collaborato con l’amministrazione comunale.
Ma a questo punto cosa succederà? Per cercare di comprendere meglio il quadro della situazione, può essere utile dare uno sguardo ai numeri della precedente tornata elettorale del 2020, quando a contendersi la carica di sindaco e i seggi in consiglio comunale erano tre liste. In quell’occasione si recò alle urne il 78,85% degli aventi diritto, pari a 3.893 votanti su 4.937 elettori.
La lista del sindaco uscente, Nuova Prospettiva per Tortora, vinse con il 57,06% dei voti, pari a 2.174 preferenze. Seconda arrivò la lista Scelgo Tortora, con candidato sindaco Filippo Matellicani, mentre terza si classificò Insieme per Cambiare, con candidato sindaco Raffaele Papa. La seconda lista ottenne il 26,22%, pari a 999 voti, mentre la terza raggiunse il 16,72%, con 637 consensi.
Questi numeri possono aiutare a comprendere quale sia oggi lo scenario politico tortorese, considerando che né la maggioranza uscente — esclusa dalla competizione — né le minoranze, che hanno scelto di non ricandidarsi, saranno presenti in questa tornata elettorale.
Capire come si comporterà l’elettorato che in passato ha sostenuto le diverse compagini è difficile, e probabilmente nessuno può dirlo con certezza. Questo rende complessa qualsiasi previsione. Resta quindi un unico vero tema che ha caratterizzato la campagna elettorale, più dei programmi spesso sbandierati: votare e consentire all’unica lista di governare oppure scegliere la strada dell’astensione, aprendo così la strada al commissariamento e al rinvio di tutto alla prima tornata elettorale utile?
A questo punto cala il silenzio e si apre la fase della riflessione. C’è chi ha già deciso e chi, invece, è ancora indeciso. Soltanto le urne, dopo il voto di domenica 24 e lunedì 25, potranno dire quale scelta avrà compiuto l’elettorato tortorese.