radio-300x176-1.png

Tortora. Sant’Antonio divide la comunità e l’ironia riunisce i cocci… si spera

Condividi questo articolo

La foto di copertina è di repertorio

Si dice che con i Santi è meglio non scherzare, anche perché il popolo si arrabbia. A Tortora è successo con Sant’Antonio, che viene festeggiato il 13 giugno. Ma andiamo ai fatti. Ci arriva sulla casella di posta elettronica della redazione di Radio Digiesse un commento dell’esperto di storia locale, Biagio Moliterni, dal titolo “Miracoli che si ripetono”. Dietro il racconto ironico di Moliterni si cela invece un episodio che, secondo i fedeli, avrebbe diviso le comunità tortorese, generando una frattura tra il Centro storico e la Marina.

Infatti, da sempre la statua di Sant’Antonio se ne sta nella chiesa del Convento di Tortora Centro storico. Ogni 13 giugno viene portata in processione prima nel Centro, poi nelle frazioni montane, poi alla Marina e, finita la festa, se ne torna nel borgo antico. “Per noi questo è sempre stato un segno di unione tra Marina, Centro storico e frazioni montane”, ci è stato spiegato. Fatto sta che il 13 giugno scorso, presso la Chiesa Stella Maris di Tortora Marina succede che una nuova statua di Sant’Antonio, donata da un fedele alla Chiesa Santo Stefano Protomartire, fa la sua comparsa, viene benedetta e “festeggiata”. L’episodio non passa inosservato e solleva mormorii tra i fedeli, secondo i quali è stata interrotta una tradizione che andava avanti dal secondo dopoguerra, anche se già il Covid19 aveva posto un freno.

Come sempre, dietro un fatto che potrebbe strappare qualche sorriso o che si potrebbe lasciare alla cronaca da bar, si cela tutt’altro: una spaccatura sempre maggiore tra le tre realtà tortoresi, ossia Centro storico, Marina e Aree montane, con un continuo depauperamento delle risorse e delle tradizioni dei centri storici, nonché lo spopolamento costante, fenomeno comune ormai all’Italia intera.

Il commento di Biagio Moliteni

Anche chi non crede nei miracoli ha dovuto prendere atto dell’incredibile evento verificatosi il 13 giugno scorso, a Tortora, in occasione della festa di Sant’Antonio da Padova, patrono “di fatto” del paese, che ha clamorosamente replicato, attualizzandoli, alcuni episodi di cui fu protagonista nel corso della sua esistenza terrena.

Si narra infatti che Antonio, mentre stava predicando nella cattedrale di Montpellier, in Francia, si ricordò di dover cantare l’Alleluia nella Messa che si stava celebrando, in quello stesso momento, nel proprio monastero. Il Santo non si scompose e, per supplire alla dimenticanza, si limitò a interrompere l’omelia e a rimanere immobile per alcuni minuti, dopo essersi tirato il cappuccio sul capo, giusto il tempo per “materializzarsi” nella sua chiesa conventuale, espletare il compito affidatogli e, quindi, “rientrare in sé” per portare a termine il sermone nella cattedrale.

Durò invece un’intera giornata l’analogo “trasferimento” che il Santo compì da Padova a Lisbona per scagionare il padre dall’ingiusta accusa di aver ucciso un giovane, il quale, riportato in vita per qualche minuto, fece il nome del suo vero assassino.

Il portentoso fenomeno è conosciuto come “bilocazione”, termine che non ha nulla a che vedere con l’utilizzo di un piccolo appartamento, ma indica – per l’appunto – la capacità soprannaturale, posseduta da alcuni mistici, di trovarsi contemporaneamente in due luoghi diversi.

Ebbene, a distanza di circa ottocento anni, Sant’Antonio si è compiaciuto di replicare il prodigioso evento proprio a Tortora, dove, non potendo essere presente di persona, ha provveduto a raddoppiare … la sua statua!

A quella conservata nel convento dell’Annunziata, nel Centro storico, oggetto della secolare venerazione dell’intero popolo tortorese, se n’è infatti aggiunta una seconda, apparsa improvvisamente e in modo inatteso nella chiesa Stella Maris della Marina, che così, da qualche giorno, ha anch’essa il suo simulacro da venerare.

Al mistero se ne aggiunge un altro. Ci si interroga infatti sulle ragioni che hanno indotto il Santo a compiere tale clamoroso miracolo. Lo avrà forse fatto per rilanciare il suo culto, che da qualche anno è in declino? Oppure per mostrarsi solidale con i Tortoresi in questi tempi di crisi economica, in particolare facendo risparmiare il costo della benzina a Mario che con il suo camion si è sobbarcato, per anni, l’onere di portare in giro per l’intero territorio comunale quella che finora è stata l’unica statua del Santo?

O, ancora, perché, considerati i troppi e gravi problemi di Tortora, ha ritenuto che 13 grazie giornaliere non bastassero più e ha deciso di raddoppiarne la dose portandole a 26?

E perché non a 39? Così avranno pensato gli abitanti delle frazioni montane che, secondo indiscrezioni, stanno elevando ferventi preghiere per ottenere dal Santo una terza statua tutta per loro, da collocare verosimilmente nella chiesetta di Aqualisparte che, peraltro, gli è già intitolata.

Certo che una “trilocazione” sarebbe davvero un evento unico e finora mai verificatosi da nessuna parte!

Intanto Radio Paradiso comunica che San Biagio, patrono ufficiale di Tortora, ha vissuto l’episodio come un ennesimo sgarbo fattogli dal Santo patavino e che, per non essere da meno, sia stato tentato anch’egli di farsi un duplicato della propria statua. Poi però ha pensato bene di soprassedere perché – così ha dichiarato – lui patrono lo è per davvero e vuol continuare a essere un segno di unità per tutti i Tortoresi del paese, della marina e della montagna. E così sia!

 

 

 

 

Condividi questo articolo

Per restare sempre aggiornati in tempo reale iscriviti al nostro canale WhatsApp di Radio Digiesse News e sulla nostra pagina Facebook

Un commento su “Tortora. Sant’Antonio divide la comunità e l’ironia riunisce i cocci… si spera

  1. Io penso che la chiesa e il santo siano di tutti i Tortoresi, invece qualcuno gestisce la chiesa come se fosse una sua proprietà privata.non scrivo per polemica ma è un dato di fatto accertato.

I commenti sono chiusi.

Torna su