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Tortora. “No ai rifiuti speciali in Calabria”. Un convegno senza veli sull’impianto di San Sago

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È stato il convegno delle parole forti e delle denunce senza veli quello tenutosi stamani, domenica 28 maggio, presso l’hotel Napoleone di Tortora.

“No ai rifiuti speciali in Calabria”, più che un grido d’allarme è una constatazione, perché nel mezzo delle tante vicende raccontate, in particolar modo dall’esperto di tematiche ambientali Massimiliano Granata, è stata portata all’attenzione quella che può essere definita “una sorta di cartello dei privati che ormai ha reso la Calabria la pattumiera d’Italia; e l’impianto di San Sago ne è un altro tassello”.

Rifiuti speciali e pericolosi che non sono “calabresi” ma che giungono da altre regioni per essere qui trattati. Logicamente, San Sago è stato al centro del dibattito. Granata ha detto chiaramente che sarà vicino al Comune di Tortora e al sindaco Antonio Iorio.

“Il modo in cui sono stati liquidati gli usi civici che insistono sull’area in cui si trova l’impianto – ha detto Granata – non deve fermarci. Andiamo in Procura e denunciamo, vediamo se ci sono stati degli abusi d’ufficio”.

Non sono “usi civici” di poco conto quelli che, secondo i relatori, insistono sull’area di San Sago, ma sono di natura silvo-pastorali. Fatto sta, che tutti gli intervenuti sono stati d’accordo sul fatto che la questione sia stata trattata con “superficialità” dalla Commissione della Conferenza dei servizi che sta riesaminando il rilascio dell’Autorizzazione integrata ambientale.

“Commissione che per giunta è cambiata – ha detto il sindaco di Tortora, Antonio Iorio – tant’è che abbiamo dovuto spiegare di nuovo tutto, insieme alla Responsabile della Polizia Municipale, Debora Cerbino, autrice della corposa relazione. Ma non è questo il problema, perché la legge permette le sostituzioni in commissione, ma è stato l’atteggiamento di onnipotenza che non possiamo tollerare”.

Chiaro anche l’intervento del senatore di Fratelli d’Italia, Ernesto Rapani, che è pronto a una battaglia strenua. “Presenterò – ha detto – un’interrogazione parlamentare, indirizzata al Ministero dell’Ambiente, sulla questione dell’impianto di San Sago”. Stesso impegno che è stato riconfermato dall’Europarlamentare di Fdi, Vincenzo Sofo che ha già trattato il delicato caso a Bruxelles.

Al tavolo anche il consigliere di maggioranza del Comune di Praia a Mare con delega all’Ambiente, Domenico Droghini, e l’avvocato Salvatore Carluccio, che ha organizzato l’incontro su proposta di Sofo.

Proprio nel suo intervento iniziale, Carluccio ha parlato della necessità di prendere coscienza di quello che sta avvenendo, perché mina e non poco in termini di “vivibilità”. Come il sindaco di Tortora, anche Carluccio ha ribadito: “che un impianto del genere non può sorgere in un’area a rischio idrogeologico e in un’area protetta per le sue caratteristiche”.

Insomma, nessuno vuole istigare a una ingerenza della parte politica su quella burocratica, ma bisogna”fermare tutto”, perché potrebbero esserci “sbagli nella procedura di rilascio dei pareri”. Errori che però potrebbero incidere su un intero territorio.

 

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