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Tortora. “La lavanda dei piedi al Centro L’Ulivo”. Il vescovo Rega tra coloro che lottano contro le dipendenze

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“Quello che voi vivete qui è la vera Pasqua: la volontà di uscire dal buio, dalle tenebre, per tornare alla luce, alla vita”. Sono state le parole del vescovo della diocesi Scalea-San Marco Argentano, Stefano Rega, che ieri, giovedì 17 aprile, ha celebrato il rito della Lavanda dei piedi e dell’Ultima Cena, che apre il triduo della Santa Pasqua, presso il Centro di accoglienza “L’Ulivo” di Tortora.

“Ed è proprio qui – ha detto Rega – che si trova l’uomo in carne e ossa, con tutte le sue fragilità. Qui si tocca con mano, quotidianamente, la resurrezione. Come chiesa e comunità dobbiamo essere pellegrini in cammino, andare lì dove c’è bisogno”. A fare gli onori di casa è stato il responsabile della struttura di recupero, Giuseppe Peri, che ha voluto ringraziare il vescovo per aver accolto la loro chiamata: “Quello di oggi è un dono – ha detto Peri – qualcosa che ci esorta a continuare nel nostro percorso, anche quando tutto si fa difficile”.

Messaggi chiari quelli che hanno risuonato ieri tra le mura del Centro. Da oltre 33 anni infatti “L’Ulivo” è in prima linea nella lotta alle dipendenze di qualsiasi genere, trattando quei “casi” che spesso e volentieri vengono posti ai margini. Oltre agli ospiti della struttura, alla funzione religiosa ha partecipato tutta la comunità terapeutica, composta dagli operatori che quotidianamente stanno al fianco di coloro che combattono per uscire dal tunnel della droga, dell’alcol e della ludopatia.

Al fianco del vescovo, anche il parroco di Tortora, don Antonio Pappalardo, e diaconi e seminaristi del comprensorio.

 

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