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Tortora. “Il megalite di contrada Carro”. Tra ipotesi, osservazioni e la speranza di approfondimenti

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Non sarebbero solo più ipotesi quelle che circolano intorno al presunto megalite di contrada Carro, nel comune di Tortora. Quella strana “pietra” con le sue fessure, con la parte superiore che segue la linea disegnata dai monti presenti all’orizzonte, potrebbe davvero essere un marcatore temporale. Nel caso specifico teso a “catturare” il solstizio d’estate.

Di tutto questo si è parlato domenica 22 giugno, nei pressi della sorgente Milazzo. A fare da portavoce è stata Mariangela Di Sanzo, che al suo fianco ha avuto studiosi ed esperti del settore che da anni stanno ridisegnando quella che era l’antica via di collegamento tra il Tirreno e lo Ionio, “percorsa” in epoca preistorica, lungo l’asse montana calabro-lucana.

Nulla di esoterico, di magico o di fantascientifico. Tutto si basa sulla necessità di quelle popolazioni di organizzare la propria vita, quindi il tempo, con i mezzi dell’epoca. La cosa che più volte è stata rimarcata è la necessità di avviare una campagna di scavi, per riportare alla luce quello che poteva essere il tracciato originario di un luogo sicuramente considerato sacro. I segni ci sono, ma la certezza potrà esserci solo dopo accurati accertamenti. Perciò la parola ora passa alle istituzioni che dovranno portare avanti il progetto.

Chi ha potuto assistere all’evento luminoso, verificatosi al tramonto, intorno alle ore 20, è rimasto affascinato. Il sole nella sua fase discendente si è incanalato perfettamente tra le due lastre poste in cima al megalite e come una biglia in un tubo ha continuato la sua calata, fino a scomparire. Logicamente, tutto va riportato a quell’epoca ancestrale, a quando non esistevano gli orologi e l’unico modo possibile per quegli uomini, per ricollocarsi nel tempo e nello spazio, era osservare il cielo e lo spazio circostante.

Al tavolo erano presenti Leonardo Lozito, vice presidente nazionale dei “Gruppi archeologici d’Italia”; la storica dell’arte, Rossella Accardi; la psicomotricista Maria Angela Di Sanzo; Nicola Giuliano, archeoastronomo; Ferdinando De Micco, Unione astrofili italiani e Nilo Domianico. In rappresentanza dell’amministrazione comunale di Tortora ha partecipato il presidente del Consiglio comunale, Biagio Benvenuto.

 

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