Tortora. “Barriere soffolte”. I consiglieri di opposizione: “Chiarezza sui lavori”
Chiarezza sui lavori delle barriere soffolte. La chiedono i consiglieri di minoranza Pasquale Lamboglia, Raffaele Papa, Anna Fondacaro e Filippo Matellicani, attraverso un comunicato stampa. L’opposizione chiama in causa il sindaco di Tortora, Antonio Iorio, sia sulla realizzazione della pista, usata per i lavori, sia se è vera la voce che il cantiere sia al momento fermo “perché, in questo momento – si legge – le poche cave autorizzate nel raggio di 100 Km da Tortora, già in difficoltà a fornire i massi di III e di IV categoria, ne hanno del tutto sospeso la fornitura. Ciò farebbe slittare il completamento dell’opera a ridosso dell’inverno”. Altro aspetto su cui fare luce è la pista in mare. “A quanto pare – spiegano i consiglieri di minoranza – la prima pista, distrutta dalla mareggiata del 19 e 20 novembre 2024, era abusiva, in quanto nel progetto originario era previsto l’utilizzo di mezzi marittimi, mentre solo adesso, con questa perizia, è stato richiesto e autorizzato l’impiego ed utilizzo di mezzi terrestri”. Il problema però è che questo braccio in mare potrebbe incentivare il fenomeno erosivo.
Il comunicato stampa
Sono (erano?) in corso i lavori relativi alla realizzazione delle barriere soffolte nello specchio di mare tra il Parco California e la Foce del Noce, in esecuzione del Progetto di Variante approvato in data 12/03/2025.
C’è subito da dire che, come sospettato a suo tempo, i lavori della pista in mare, iniziati a fine ottobre e spazzati via dalla mareggiata del 19-20 novembre 2024, erano abusivi, in quanto nel progetto originario era previsto l’utilizzo di mezzi marittimi (barca pontone, personale subacqueo, ecc.), mentre solo adesso, con questa perizia, è stato richiesto e autorizzato l’impiego ed utilizzo di mezzi terrestri, previa realizzazione di una nuova pista. Altra novità è la previsione della messa in opera anche di massi di IV categoria, forse perché i progettisti si sono resi conto che le barriere, così come originariamente progettate, non davano adeguata garanzia di solidità…
La cosa lascia alquanto perplessi perché, se c’è stato bisogno di questa correzione a lavori non ancora iniziati, si è autorizzati a pensare che c’era “qualcosa”, in termini di consistenza e tenuta dei manufatti, che era stata sottovaluta nel progetto originario o, peggio, non era stata prevista.
Ma tant’è, sorvoliamo per adesso su questo aspetto, pure di vitale importanza e, di contro CHIEDIAMO pubblicamente al Sindaco se, nell’autorizzare la “Perizia di Variante”, attualmente in esecuzione, si sia posto il problema degli effetti negativi derivanti già dalla realizzazione della solo pista in mare che dovrà consentire l’esecuzione vera e propria delle barriere soffolte. In effetti, questa “passerella rigida” in mare, vero e proprio pennello ortogonale al litorale, costituisce, oltre che un impatto ambientale non trascurabile, un insormontabile ostacolo al trasporto naturale delle sabbie dalla vicina foce del Fiume Noce, producendo, pertanto, effetti negativi sulla spiaggia immediatamente a sud dello stesso, già in forte erosione.
Tant’è vero che, probabilmente, la valutazione di questo possibile fenomeno negativo aveva indotto i progettisti a prevedere, nel progetto originario, l’utilizzo di mezzi marittimi (barca pontone, personale subacqueo, ecc.), salvo poi “farsi dettare” altre modalità di esecuzione dalla ditta vincitrice dell’appalto, quale l’impiego ed utilizzo di mezzi terrestri, previa realizzazione di una nuova pista in mare, appunto, per come riportato nella relazione tecnica illustrativa della Perizia di Variante.
A questo proposito, CHIEDIAMO ancora al Sindaco se la soluzione del braccio in mare, adottata con la “Perizia di Variante” in corso di esecuzione, è stata autorizzata dagli Enti sovracomunali, quali, in specie, l’Agenzia del Demanio, la Capitaneria di Porto di Vibo Valentia, il Settore Pianificazione Territoriale di Cosenza, il Dipartimento Territorio e Tutela dell’Ambiente -Settore VIA- della Regione Calabria ecc…, dal momento che gli stessi Enti avevano autorizzato all’epoca un progetto che prevedeva tutt’altra procedura operativa, a impatto ambientale pressocché nullo.
CHIEDIAMO, infine, al Sindaco “rassicurazioni” circa il prosieguo dei lavori, considerando che, da notizie di cantiere, sembrerebbe che la realizzazione delle barriere soffolte in argomento sia stata interrotta, in quanto, in questo momento, le poche cave autorizzate nel raggio di 100 km da Tortora, già in difficoltà a fornire i massi di III e di IV categoria, ne hanno del tutto sospeso la fornitura.
Se ciò fosse confermato, la fine dei lavori slitterebbe probabilmente oltre l’estate, forse addirittura alle soglie dell’inverno, sempre che il materiale si possa reperire, accentuando i fenomeni erosivi per la spiaggia a ridosso del “Parco California”, del “Residence Edilda”, ecc…, indotti dalla inopinata e perdurante presenza di quel braccio in mare.
Ed è Inutile aggiungere che la cosa desta non poca meraviglia: “Come si è potuto affrontare un’opera di tale importanza e implicazioni, senza la consapevolezza della disponibilità in cava dei massi occorrenti?