TORTORA. APPROVATO DALLA MAGGIORANZA IL REGOLAMENTO PER L’INSTALLAZIONE DI IMPIANTI DI TELEFONIA. LA MINORANZA DICE “NO”
È passato con il solo voto della maggioranza il regolamento per l’installazione sul territorio comunale di Tortora di impianti di telefonia mobile. La decisione è giunta ieri nel corso del consiglio comunale. Il documento è stato però bocciato da parte dei consiglieri di minoranza, i quali hanno voluto precisare che non si è tratta di una scelta politica, ma perché all’amministrazione Iorio è mancato il coraggio di dire “no” all’installazione di nuove antenne.
Come spiegato dal consigliere di opposizione Pasquale Lamboglia: “Il regolamento approvato apre alla possibilità che vengano installate altri impianti di telefonia mobile su Corso Aldo Moro, in “zona Tamoil”, individuata come “Area Preferenziale 4”, e in zona Centro Sportivo “Umberto Nappi”, individuata come “Area Preferenziale 3”, non tenendo conto che lo stesso è da classificarsi come “sito sensibile”, al pari dei “parchi gioco”, e che in quella zona esistono già consistenti insediamenti abitativi e altri poterebbero sorgervi, essendo in buona parte edificabile”.
“No” al regolamento anche da parte del consigliere di minoranza, Raffaele Papa, secondo cui: “Quasi tutte le antenne sono concentrate in località Marina, in cui abita la maggior parte dei residenti di Tortora e in cui i cittadini sono maggiormente esposti all’inquinamento elettromagnetico. Si tratta quindi di una scelta incomprensibile e dannosa per la salute della comunità. Ora ci auguriamo che tale decisione venga rivista e modificata avendo cura, come primo obiettivo, la tutela della vita degli abitanti”.
In poche parole, secondo Papa e Lamboglia, l’amministrazione avrebbe dovuto avere il coraggio di dire che Tortora non poteva più sostenere l’installazione di nuovi impianti di telefonia, visto che ce ne sono già sette. Inoltre, i consiglieri di opposizione hanno anche fatto notare che la minoranza aveva suggerito all’amministrazione di far verificare i livelli di inquinamento elettromagnetico ad Asl e Arpacal, così come fatto a Scalea.
“Purtroppo – scrivono – anche questo non è stato fatto”.