Scoperti gli autori delle rapine agli uffici postali di Acquappesa, Fiumefreddo e Longobardi. “Due persone ai domiciliari e una terza indagata”
Un 36enne e un 50enne agli arresti domiciliari e un 27enne che al momento risulta solo indagato. Sarebbero loro i tre presunti autori delle rapine agli uffici postali di Acquappesa, Fiumefreddo Bruzio e Longobardi Marina, compiute tra giugno e settembre scorsi. I Carabinieri della Compagnia di Paola, insieme ai Ris di Messina, hanno eseguito le ordinanze emesse dal Gip del Tribunale di Paola. L’operazione è avvenuta nella notte tra lunedì 18 e martedì 19 novembre. Complessivamente, i colpi messi a segno hanno fruttato circa 100 mila euro.
Il comunicato stampa dei Carabinieri
Nel rispetto dei diritti degli indagati, da ritenersi presunto innocente in considerazione dell’attuale fase del procedimento fino ad un definitivo accertamento di colpevolezza con sentenza irrevocabile, al fine di garantire il diritto di cronaca costituzionalmente garantito si comunica quanto segue.
I Carabinieri dell’Aliquota Operativa del Comando Compagnia Carabinieri di Paola, in collaborazione con il Comando Stazione Carabinieri di Guardia Piemontese, Comando Stazione Carabinieri di Fiumefreddo Bruzio, RIS di Messina, nonché con il supporto delle Compagnie Carabinieri di Rende e Cosenza, nella decorsa notte hanno dato Esecuzione alla Misura Cautelare degli arresti Domiciliari emessa dall’Ufficio del Giudice delle Indagini Preliminari presso il Tribunale di Paola su richiesta della Procura della Repubblica di Paola coordinata dal Procuratore F.F. Ernesto Sassano, nei confronti di un 36 enne e di un 50 enne resisi responsabili , in concorso, con una terza persona 27 enne, al momento solo indagata, di 3 (tre) rapine presso uffici postali della costa tirrenica Cosentina tra il mese di giugno e settembre 2022 .
In particolare le lunghe e laboriose indagini poste in essere dai Carabinieri del Nucleo Operativo di Paola, anche con l’ausilio del RIS (Raggruppamento Carabinieri Investigazioni Scientifiche di Messina), consistiti nella visualizzazione di telecamere, in accertamenti di carattere biologico e dattiloscopico, nell’elaborazione di documentazione varia, nell’escussione di persone a sit, che hanno portato un notevole contributo, ha consentito di acclarare che i soggetti indagati hanno messo in atto le rapine e sotto la minaccia di armi hanno sequestrato i direttori degli uffici postali impossessandosi complessivamente di circa 100.000, 00 (centomila euro).