Scalea. Il vicesindaco Annalisa Alfano: “Mai pensato di staccare la spina all’amministrazione”
“Mai pensato di dimettermi o di staccare la spina a questa maggioranza”. Anche il vicesindaco di Scalea, Annalisa Alfano, interviene in queste ore calde, in cui al centro è stato posto lo “sgretolamento” dell’amministrazione Perrotta. Dopo la lettera alla cittadinanza del sindaco, anche Alfano dice la sua, cercando di spegnere le polemiche sorte dopo le dimissioni di Francesca Vittorino. Il suo posto verrà preso da Gianna Fiore, ma le “chiacchiere” sono tante, troppe, e vanno spente.
Nel suo messaggio, Alfano spiega che un diverso modo di agire da parte della maggioranza deve assolutamente esserci. Vero anche che non è un momento facile, ma la soluzione non è lo scioglimento del consiglio comunale di Scalea. Ora, ci vogliono serietà e dedizione, senza le quali Scalea rischia di cadere nel baratro.
Il messaggio di Annalisa Alfano
“Tiralo questo calcio di rigore”, “stacca la spina”, “salvati, sei ancora in tempo”.
Questi, alcuni dei messaggi che sto ricevendo da un po’ di tempo e che, in questi ultimi giorni, si sono particolarmente intensificati.
Questi messaggi, parafrasando Ennio Flaiano, mi fanno capire che a Scalea “la situazione politica è grave ma non è seria”.
È grave, perché non si ha minimamente contezza del senso e del valore della Politica e delle Istituzioni.
Non è seria, perché temi e argomenti che meritano accurata e profonda riflessione vengono trattati al pari di una partita di calcio o gossip da riviste patinate.
La Politica è una cosa seria e ancora più serio è l’amministrare nel rispetto dei principi, dei valori della nostra Costituzione e dei cittadini che si rappresentano.
È vero, non è un momento particolarmente semplice e sereno per la nostra città a causa di criticità avvertite dalla popolazione ma non dobbiamo pensare che le cose non possano migliorare e cambiare. Perché devono, necessariamente, cambiare.
Ma davvero pensate che lo scioglimento di questo Consiglio comunale sia “la panacea di tutti i mali” che si stanno evidenziando nella nostra Città? Davvero pensate che un “calcio di rigore” risolva tutti i problemi? Davvero nulla di buono è stato fatto in questi tre anni di amministrazione?
Io non credo.
E lo dico con un forte senso di responsabilità verso tutti gli Scaleoti.
Lo stesso senso di responsabilità con cui invito, in primis me stessa, il Sindaco, la maggioranza e l’intero Consiglio comunale ad un serio e sereno confronto nella sede istituzionale in cui rappresentiamo i nostri concittadini, nel loro esclusivo rispetto e interesse.
Come già più volte espresso, è necessario un cambio di metodo nell’agire di questa amministrazione. Un cambio di metodo che ci sarà perché è volere condiviso da tutti.
L’amministrazione comunale ha il dovere di dare le risposte dovute alla cittadinanza, comunicare quanto si è realizzato e spiegare perché altro non è stato, ancora, possibile realizzare. Ognuno nel rispetto dei propri ruoli.
Se ho pensato di dimettermi? No, nonostante i tanti momenti di sconforto e di tensione. Perché? Come altri, sono stata eletta dai cittadini per realizzare quella trasformazione politica e sociale desiderata da tutti, contenuta in un progetto politico che ha trovato largo consenso e che, credo, sia ancora possibile, nonostante tutto. Un impegno che merita di essere onorato e portato avanti.
Ringrazio la cara Francesca Vittorino, per la quale nutro stima e affetto, per il valido contributo e per il personale sostegno costante. Conosco bene le sue motivazioni e le rispetto. L’amica Gianna Fiore è una donna intelligente e completamente in grado di decidere liberamente cosa fare. Qualunque decisione sarà riflettuta, ponderata e presa senza influenza alcuna.
La libertà e il coraggio di prendere posizione, forse, ti fanno perdere qualcuno ma ti permettono di non perdere te stesso ed è così che si deve andare avanti: fedeli a se stessi, ai propri valori e leali verso la città di Scalea.
È tempo di serietà, di responsabilità, di autocritica, di risposte ma, soprattutto, è tempo di consegnare a Scalea, finalmente, elevatura politica ed istituzionale.