SCALEA. “DI NUOVO UNITI, MA ANCHE CONVINTI A CONTRASTARE LA CRIMINALITÀ”. CRONACA DEL CONSIGLIO COMUNALE APERTO
La città di Scalea unita, anche questa sera nel consiglio straordinario tenutosi nella sala congressi dell’Hotel Parco dei Principi. Forte la solidarietà espressa ai proprietari del lido dato alle fiamme martedì 24 gennaio. Proprio loro sono stati i primi a dire che “bisogna ricominciare, per non darla vinta a coloro che hanno tentato di spaventare un’intera cittadina”. E il primo pensiero, espresso dal presidente del Consiglio comunale di Scalea, Gaetano Bruno, è andato a loro.Decisi anche gli appelli dei consiglieri comunali di minoranza, Eugenio Orrico e Angelo Paravati: “Dobbiamo respingere questi comportamenti”.
Presenti i sindaci del territorio, i consiglieri regionali Sabrina Mannarino e Pietro Molinaro, i parroci, le associazioni, i dirigenti scolastici. “Le mafie saranno sconfitte se resteranno isolate”. Così il sindaco di Scalea, Giacomo Perrotta, che ha ringraziato tutti coloro che non hanno fatto mancare il loro sostegno alla cittadina. L’episodio di martedì scorso, ai danni del lido sito in località Ajnella, è stato solo l’ultimo di una escalation che ha coinvolto i comuni di Diamante, Cetraro, Belvedere Marittimo e Santa Maria del Cedro.
In campo ci sono progetti per la videosorveglianza della città di Torre Talao. Il sindaco Perrotta infatti ha ribadito che sta interloquendo con il Viminale; ma ci vuole altro. “Scalea ha bisogno di pace nella vita di tutti i giorni. Vero – ha detto Perrotta – non siamo una città violenta, ma c’è chi alimenta la rabbia, anche attraverso i toni non sempre pacati. Tutti noi dobbiamo contribuire alla concordia”.

Non ci si è dimenticati anche del violento pestaggio immortalato in un video che nelle scorse ore è diventato virale sui social. Fa riflettere vedere quel gruppo di adolescenti accanirsi contro un uomo nei pressi dell’ingresso di un palazzo sito nell’isola pedonale. Cosa fare dei giovani? Come aiutarli? Il vicesindaco di Scalea, Annalisa Alfano, ha spiegato che si è già al lavoro su un “tavolo permanente al quale siederanno i rappresentanti di scuole, istituzioni e associazioni”.
“Non ce lo possiamo più permettere di fallire, questi episodi vanno stoppati”. Così il presidente di Confesercenti Calabria, Vincenzo Farina, che è intervenuto nel corso del consiglio comunale. “Io sono stufo – ha aggiunto – di vivere in una regione in cui devo essere tutelato. No, io voglio vivere in una regione in cui posso lavorare in tranquillità”.
Della stessa idea il primo cittadino di San Nicola Arcella, Eugenio Madeo, che ha chiesto a tutti i sindaci “unione”, perché il territorio altrimenti perderà anche quel poco che gli è rimasto. “Davanti a certi atti – ha detto Madeo – chi volete che spinga i propri figli a restare qui? Davanti a questi atti, chi volete che venga qui a passare le proprie vacanze?”.
“Dobbiamo interloquire con i giovani, far capire loro qual è la vera strada da intraprendere. Ma dobbiamo anche comprendere che la criminalità trova forza in quei territori in cui non c’è garanzia dei diritti fondamentali”. Questo ha detto il rappresentante zonale della Cgil, Giuseppe Guido, riferendosi a problemi atavici come le carenze sanitarie e il lavoro nero. Le amministrazioni anche però devono evitare ogni comportamento “equivoco”, soprattutto nella gestione degli appalti pubblici.
“La Regione Calabria è vicina alla comunità alto tirrenica, ma dobbiamo fare ognuno la propria parte”. Questo ha detto il presidente della Commissione anti ‘ndrangheta, nonché consigliere regionale della Calabria, Pietro Molinaro. Il consigliere regionale Sabrina Mannarino, invece, ha chiesto di verificare prima che quanto accaduto sia un fatto di ‘ndrangheta. “Certamente – ha detto Mannarino – questi sono comportamenti che vanno condannati. Ora, il primo passo è aiutare le persone colpite”.
“Io penso invece che qui la ‘ndrangheta si stia organizzando alla grande. Io penso che troppi episodi siano concatenati. Noi abbiamo bisogno qui dell’antimafia, noi abbiamo bisogno di magistrati che si occupano della mafia”. Questo ha detto il vicesindaco di Diamante, Pino Pascale, nel suo intervento, durante il quale ha ribadito che purtroppo “i sindaci sono abbandonati”.
*Per le foto ringraziamo il collega Giuseppe Gallelli