Scalea. “Delocalizzazione dell’antenna in via Fiume Lao”. Le minoranze continuano compatte nella battaglia
Minoranze di Scalea unite nella battaglia per la delocalizzazione dell’antenna in via Fiume Lao. Un atto attraverso cui i gruppi di opposizione ritrovano la loro compattezza. Un passo importante, scrive il consigliere Angelo Paravati, perché sia quell’impianto che altri devono trovare una sistemazione diversa. Attraverso una nota stampa, Paravati esprime tanto la sua soddisfazione per questa ritrovata coesione delle opposizioni, quanto la sua delusione per l’atteggiamento dell’amministrazione comunale che si sta dimostrando distante dalle reali esigenze della comunità. Nei giorni scorsi, i gruppi di minoranza “Per Scalea”, “Scalea Bene Comune” e l’ex della maggioranza Perrotta, Giuseppe Angona, hanno chiesto un consiglio straordinario per “la revoca dell’autorizzazione per l’installazione della Stazione radio in via Fiume Lao”, in nome del principio di precauzione.
La nota stampa di Angelo Paravati
Finalmente la voce ribelle di una minoranza coesa e compatta che sostiene e supporta la tutela di un principio di precauzione: la tutela del salute. L’antenna è diventata per Scalea il simbolo di una lotta civile e coraggiosa per la tutela della salute di un quartiere, ora quel quartiere dà voce anche a chi da anni subisce le antenne, dentro casa, come sul Corso Mediterraneo. È vero, di tralicci a Scalea ce ne sono tanti e qualcuno si chiede perché ora? C’è sempre una voce fra le tante che rappresenta la differenza ed in questo momento la voce dei cittadini di via Fiume Lao è la voce di tutta Scalea, quella sana e trasparente. Un topolino contro una montagna che cerca di fare valere un principio di democrazia: la tutela del diritto alla salute. E mentre in altri Comuni l’istituzione è accanto ai cittadini, qui è la minoranza che dà loro voce e cerca di tutelarli. Com’è possibile che in un un’era di social, ci si preoccupi del nulla, delle cose futili, di ciò che appare, il tutto inserito in un pericoloso meccanismo mediatico che sa di propaganda becera di altri tempi, lontani, fortunatamente. Quella notizia mi ha fatto perdere consensi? Facciamo un bel video sull’alta velocità oppure ricorriamo alle lampade nuove? Nel frattempo nulla impensierisce: il paese che cade a pezzi, le auto restano inghiottite dalle voragini, un banale lavoro idrico diventa un problema metropolitano. Tutto ha una giustificazione. Mai abbassare la testa in un bagno di umiltà, mai girare lo sguardo altrove per vedere realtà positive. Scalea nel tempo si è sempre distinta, ha saputo contrastare anche periodi infelici come la stagione di Plinius. Ecco, in quest’ottica la ritrovata unione delle minoranze deve rappresentare una stagione nuova, espressione del senso civico e della democrazia ritrovata a Scalea. Non bisogna mai avere paura se si è nel giusto, se il giusto è rappresentato da un diritto costituzionalmente garantito. E chissà che un giorno anche i cittadini prendano spunto dalle minoranze di Scalea per fuoriuscire da quel torpore che tutto avvolge. Diceva Edoardo che l’abitudine ci porta a dire sempre “è cose è niente” non facciamo in modo che anche Scalea diventi ‘na cosa e niente.