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Scalea. “Consiglio comunale convocato in violazione dei tempi tecnici”. Il consigliere di minoranza Paravati scrive al Prefetto

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Il consigliere di minoranza del gruppo “Per Scalea”, Angelo Paravati, ha scritto al Ministero dell’Interno e al Prefetto di Cosenza. Al centro, l’ultimo consiglio comunale tenutosi ieri, giovedì 30 novembre, e al quale l’opposizione non ha partecipato, perché “convocato senza rispettare i tempi tecnici”. Infatti, leggendo la lettera, si apprende che proprio ieri Paravati ha inviato una nota, a nome anche degli altri rappresentanti di minoranza, che il consiglio doveva essere rinviato in quanto l’avviso di convocazione della seduta straordinaria, durante cui si sarebbe discussa anche la variazione del Bilancio di previsione 2023-2025, è stato recapitato il 27 novembre, mentre la normativa prevede tre giorni “liberi ed interi” tra notifica e seduta. “Inutile dire – spiega Paravati – che il consiglio si è fatto lo stesso, nonostante avessi chiesto al Presidente del Consiglio comunale di adottare i provvedimenti necessari”.

La lettera di Angelo Paravati

In data 27 novembre u.s., veniva notificato ai Consiglieri comunali ‘avviso di convocazione del Consiglio in seduta straordinaria per il 30 novembre, con all’ordine del giorno anche la variazione Bilancio di Previsione 2023/2025.
Con nota del 30 novembre, lo scrivente, anche in nome e per conto delle altre minoranze, informava il Presidente del Consiglio, la Segretaria Comunale ed il Sindaco che le stesse non avrebbero presenziato al Consiglio attesa la palese violazione del termine di decorrenza previsto dalla normativa che prevede tre giorni liberi ed interi tra notifica e la seduta, invitando il Presidente ad adottare i provvedimenti ritenuti più utili anche a tutela della Sua posizione e del ruolo ricoperto, alla luce del Regolamento consiliare e dal pacifico orientamento giurisprudenziale più volte ribadito dal Viminale.
Inutile dirLe che il Consiglio Comunale si è svolto ugualmente.
Chi scrive sa bene quale potrebbe essere il rimedio giuridico avverso tale tracotanza amministrativa, ma ritiene, invece, corretto rappresentare quanto accaduto alla S.V. III.ma, anche perché Ella ha sempre mostrato grande attenzione per la Città di Scalea, onorandola con la Sua presenza in occasione di vari eventi.
Tanto in ossequio al ruolo che la S.V. III.ma ricopre, come ricordato dal Presidente della Repubblica, che loda “l’esser divenuti sostegno e, sovente, anche rifugio e punto di garanzia del ricco tessuto delle autonomie.
Lo stesso Ministro ha definito i Prefetti “il cuore della Repubblica perché chiamati a rappresentare la presenza tangibile dello Stato sul territorio, attraverso una unitarietà di azione che accompagna il perseguimento dell’interesse generale collegando due aspetti: l’interesse generale e il ruolo dei Prefetti, nel rispetto dell’articolazione istituzionale in cui si articola la convivenza civile della nostra comunità.
Una unitarietà in cui, a ispirare ogni comportamento, è quel principio di legalità su cui anche, e particolarmente, i Prefetti sono chiamati a vigilare, principio che deve guidare i rapporti tra le istituzioni e gli organi della Repubblica: criterio base alla luce dell’art. 97 della Costituzione che sorregge i propositi di buon andamento e imparzialità della P.A., un raccordo per perseguire l’interesse generale della comunità.
Analogamente ricorda il Presidente la cura nel monitoraggio dell’adeguatezza e efficacia dell’azione delle amministrazioni per il soddisfacimento dei bisogni dei cittadini è un altro aspetto sostanziale della capacità di rendere effettivo il vigore della Costituzione nella vita di ogni giorno.
Anche perché, i Prefetti e gli uffici da loro diretti sono, per definizione, presidi di legalità, e l’attenzione dei cittadini verso la tutela dei diritti, nella cornice di sicurezza che le istituzioni devono assicurare, li interpella in modo crescente.
Affido a Lei queste riflessioni anche al fine di porre un argine a quei comportamenti che aggrediscono la libertà dei cittadini, ai quali vanno sempre garantiti i diritti fondamentali di espressione, associazione e riunione, sanciti dalla nostra Carta fondamentale.
E tanto si realizza anche attraverso il rispetto dei ruolo di coloro che, a vario titolo i rappresentano.
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