Santa Maria del Cedro CONSIGLIO COMUNALE INFUOCATO
Comunicato Stampa
Riceviamo e pubblichiamo
APPROVATA L’ACQUISIZIONE GRATUITA DI UN IMMOBILE PERICOLANTE LA CUI PROPRIETÀ E’ RICONDUCIBILE ALL’ASSESSORE RIZZO ROBERTA. BOTTA E RISPOSTA SUL RENDICONTO 2025 E SULLA VARIAZIONE DI BILANCIO
La seduta ordinaria del Consiglio comunale di Santa Maria del Cedro del 3 luglio 2026 si è rivelata particolarmente accesa, caratterizzata da un’opposizione compatta che ha sollevato pesanti critiche su tre punti fondamentali all’ordine del giorno, mettendo in luce gravi criticità sia sul piano della legalità contabile che su quello dell’etica amministrativa.
Il caso dell’acquisizione gratuita dell’immobile pericolante: un conflitto d’interessi palese
Il secondo punto all’ordine del giorno ha acceso il dibattito e le polemiche, con l’opposizione che ha sollevato forti eccezioni sulla legittimità e l’opportunità della proposta. L’oggetto della delibera prevedeva l’autorizzazione all’acquisizione gratuita al patrimonio comunale di un immobile pericolante sito in Via Vomero, di proprietà della famiglia dell’assessore Roberta Rizzo, che ha assistito alla votazione e, che ha manifestato la sua approvazione in modo plateale, quasi a sbeffeggiare le contestazioni dell’opposizione.
L’immobile, oggetto di un’ordinanza di messa in sicurezza del 20 febbraio 2026 a seguito di accertamenti tecnici e denunce di cittadini, si presenta in grave stato di degrado con dissesti strutturali e concreto rischio per l’incolumità pubblica. Sebbene l’acquisizione sia formalmente a titolo gratuito, l’opposizione ha denunciato che questo provvedimento creerebbe un pericoloso precedente per l’ente, il quale potrebbe trovarsi ad acquisire altri immobili invece di accollare le spese di messa in sicurezza ai legittimi proprietari, come invece previsto dalla legge. L’opposizione ha anche stigmatizzato l’uso di denaro pubblico per quello che hanno definito un “favore personale” all’assessora Rizzo.
Biagio Farace, capogruppo di opposizione, insieme ai consiglieri Carla Ursino e Marco Aulicino, hanno contestato con fermezza la proposta, ancor più per la presenza al tavolo dei consiglieri dell’assessora Rizzo, che avendo partecipato alla seduta e assistito alla votazione, in modo palese ha influenzando la decisione degli consiglieri di maggioranza. La legge è chiara: i proprietari sono obbligati a mantenere in sicurezza i propri immobili.”
Il rendiconto 2025: una gestione finanziaria in bilico tra vizi formali e criticità sostanziali
Il primo punto all’ordine del giorno riguardava l’approvazione del rendiconto della gestione per l’esercizio 2025. L’opposizione ha evidenziato come, sebbene formalmente corretto, il rendiconto presenti gravi criticità sostanziali, a partire dal riaccertamento dei residui che non rispetta quanto prescritto dall’art. 35 del nuovo Regolamento di contabilità, approvato con delibera n. 35 del 29/12/2025.
Il regolamento prevede che i responsabili di servizio effettuino il riaccertamento dei residui attraverso apposite determinazioni da adottare entro il 28 febbraio, formalizzando con atti dirigenziali le risultanze finali. Tuttavia, come si evince dalla delibera di Giunta n. 68 del 19/05/2026, per il riaccertamento dei residui sono state utilizzate solo due note protocollate, che non hanno specificato le motivazioni della cancellazione di ben 2.698.494,77 euro di residui attivi. Non è chiaro, in particolare, se le cartelle inviate ai cittadini per IMU, TARI, servizio idrico e altre entrate siano state cancellate per prescrizione, per errori di accertamento o per altre ragioni, né se siano state avviate le necessarie attività di recupero crediti.
L’opposizione ha inoltre denunciato la tardiva approvazione del rendiconto, che arriva a luglio, ben oltre il termine del 30 aprile stabilito dall’art. 33 del Regolamento di contabilità. Lo stesso regolamento di contabilità approvato da poco, prescrive che, in caso di mancata approvazione entro tale termine, l’ente debba attivarsi per la nomina del Commissario e darne comunicazione al Prefetto, che procede allo scioglimento del Consiglio. In questo caso l’opposizione ha chiesto, che l’amministrazione si attivasse per avviare la procedura prevista, sollevando un’eccezione di illegittimità della deliberazione.
Il rendiconto, presentato in consiglio, evidenzia ulteriori criticità preoccupanti: la capacità di riscossione è scesa dal 43,07% del 2024 al 39,27% del 2025, un dato deficitario che testimonia le difficoltà dell’ente a incassare le entrate accertate. L’ammontare dei residui attivi è di 28,7 milioni di euro, di cui ben 18,6 milioni da esercizi precedenti, e la parte disponibile del risultato di amministrazione è negativa per -533.610,30 euro, situazione dovuta al “disavanzo tecnico” legato al Fondo Crediti di Dubbia Esigibilità. L’ente, quindi, si trova in una situazione di sostanziale disavanzo che deve essere ripianato. La dipendenza dai trasferimenti pubblici è del 53,6% delle entrate correnti, mentre il conto di tesoreria, con 2,4 milioni di euro, non riesce a coprire i debiti verso fornitori, pari a 3,2 milioni di euro. Infine, il patrimonio netto è diminuito di 2,8 milioni di euro, e la gestione degli ammortamenti presenta incongruenze, con un tasso di ammortamento implicito molto basso (circa 1,3%).
La variazione di bilancio: un ulteriore caso di conflitto d’interessi in Giunta
Il terzo punto, relativo alla ratifica della delibera di Giunta n. 82 del 19/06/2026, ha visto l’approvazione di una variazione al bilancio di previsione 2026/2028 per un importo complessivo di 811.519,12 euro, finalizzata a recepire nuovi finanziamenti. Se da un lato l’opposizione ha accolto con favore gli stanziamenti aggiuntivi, ha sollevato un’eccezione formale di illegittimità della delibera di Giunta, che è stata approvata con il voto del vicesindaco Stefano Adduci. La proposta di delibera, infatti, è stata predisposta dal funzionario dell’area tecnica, l’ingegner Claudio Adduci, fratello del vicesindaco.
Il caso rappresenta un palese conflitto di interessi, vietato dall’art. 78 del D.Lgs. 267/2000, che in questo caso si è concretizzato anche in un conflitto tra il vicesindaco e il suo parente stretto, l’ing. Caludio Adduci che ha predisposto l’atto. L’opposizione, con i consiglieri Farace, Ursino e Aulicino, ha suggerito l’annullamento della delibera per auto-tutela e la presentazione di una nuova delibera di Giunta, ma la maggioranza, facente capo al sindaco Ugo Vetere, ha approvato il punto senza comprendere la portata del conflitto. Questa mancata astensione, come ribadito dalla giurisprudenza, rende la delibera illegittima.
Il consiglio si è chiuso con una maggioranza che con ostinazione ha approvato tutti i punti all’ordine del giorno ignorando le norme e la giurisprudenza, e un’opposizione “profondamente preoccupata per la deriva dell’ente”. Le questioni di legittimità, la gestione clientelare della cosa pubblica, l’opacità del rendiconto e i conflitti d’interessi dichiarati hanno reso il Consiglio Comunale del 3 luglio 2026 un momento di forte tensione politica e istituzionale. La palla passa ora ai cittadini e, verosimilmente, agli organi di controllo.