radio-300x176-1.png

Sanità. Italia del Meridione sugli ospedali della Provincia di Salerno e della Calabria: “Scelte politiche azzardate”.

Condividi questo articolo

Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa

Il Dipartimento Regionale Sanità di Italia del Meridione intende focalizzare l’attenzione sulla riconversione del Covid Center di Agropoli (Ospedale di Agropoli); il superamento dell’emergenza Covid pone l’obbligo ai decisori politici ci come al management dell’ASL salernitana di restituire l’Ospedale di Agropoli alla cittadinanza riattivando i servizi previsti dal Piano Ospedaliero Regionale e dall’Atto Aziendale in vigore attualmente.

Il Dipartimento Regionale Sanità di Italia del Meridione ricorda a tutti i protagonisti della sanità regionale, che attualmente il Presidio ospedaliero di Agropoli è stato riaperto (dopo la chiusura del 2013) perché legato al P.O. San Luca di Vallo della Lucania riconosciuto per l’appunto Dea di I Livello nella conformazione Vallo-Agropoli.

Ad Agropoli erano stati assegnati un Punto di Primo Soccorso ed un reparto medicina da 20 posti letto; malgrado le promesse politico-elettorali mai supportate da atti esecutivi, e considerato l’ennesimo clamore fatto per la prevista riconversione da Centro Covid – riconversione che doveva essere realizzata entro il 31/03/2023 e successivamente ed inopinatamente, solo per Agropoli, prorogata fino al 31/05/2023 – per la riattivazione dei due reparti su indicati, si è ideato un altro escamotage per cercare di buttare ancora una volta fumo negli occhi della cittadinanza da parte di chi sull’ospedale di Agropoli gioca con il consenso elettorale.

Infatti senza ulteriori indugi e senza comunicazioni ufficiali, è stato previsto un reparto di riabilitazione – lungodegenza da 20 posti letto, già previsto al P.O. San Luca e mai attivato (qualcuno dice per mancanza di spazio), fermo restando che, pur non essendoci il reparto era stato già incaricato il Direttore dello stesso da circa cinque anni; in definitiva si è inutilmente attesa per il 01/06/2023 la riattivazione di Agropoli così strutturata:

  • Punto di Primo Soccorso (Psaut), per interventi in codice bianco e codice verde, fermo restando che le ambulanze non possono essere destinate ad Agropoli, essendo lo stesso come prolungamento di Vallo della Lucania e quindi il P.O. San Luca resta unico destinatario delle emergenze;
  • Reparto Medicina da 20 posti letto;
  • Attivazione nuovo reparto di lungodegenza-riabilitazione, ma ad oggi non sono ancora stati identificati i medici che presteranno servizio nel predetto reparto, in quanto non ancora identificati, compreso il responsabile della struttura di lungodegenza-riabilitazione.

La cosa che deve far riflettere è rappresentata dagli ulteriori costi da sostenere per tenere in piedi dei servizi sanitari, non accessibili dall’esterno ma creati solo per continuare a mantenere la scritta “P.O. Agropoli” che di fatto è una scatola vuota. Questa è la sanità dello sperpero e dei disservizi che non piace a Italia del Meridione e soprattutto ai cittadini.

Infrastrutture da finire, ed è il piano stesso che cita la SS106 come caso emblematico sul ritardo dello sviluppo turistico del litorale ionico, le risorse da valorizzare, in primis la reputazione della Calabria, una nuova visione del turismo che possa ricomprendere non solo il mare ma anche la montagna, le terme, le risorse archeologiche, naturalistiche, la rete dei cammini. Senza dimenticare l’aspetto culturale, quel cambio di mentalità da rafforzare, ossia la rivisitata appartenenza regionale che deve partire dagli stessi calabresi.

Come realizzare tutto ciò con soli 14milioni di euro? Lo vorremmo chiedere all’assessore al Turismo, che però non c’è. D’altronde fin dai tempi di Scopelliti, passando per Oliverio, la Santelli e oggi Occhiuto, siamo abituati a Presidenti di Regione che trattengono le deleghe senza avere il tempo e il modo di occuparsi di un settore tra i pochissimi in grado di garantire un minimo di crescita a questa regione. E così, anche in questi documenti aggiornati sul turismo si testimonia un fallimento che si può riassumere in questo passaggio: la Calabria è la quart’ultima regione per arrivi turistici in generale e se si valuta la quota di turisti stranieri la regione scende al terz’ultimo posto in Italia.

La verità è che gli unici input che possiamo segnalare appartengono a nostre iniziative, come la valorizzazione del patrimonio archeologico, con l’istituzione del mese dei Bronzi di Riace o puntare sulla sostenibilità ambientale, con la promozione di forme di turismo a contatto con la natura, come fatto con la nostra legge sui cammini di Calabria. Proposte che tentano percorsi innovativi, nella convinzione profonda che le potenzialità ci sono tutte ma devono essere incoraggiate a valorizzate.

Ci saremmo aspettati più coraggio, più visione in questi piani programmatici, più attenzione a quelle realtà virtuose, per esempio nei confronti dei comuni Bandiera Blu, e più attenzione ai più deboli, mentre ancora resta congelata in Commissione la mia proposta di legge per dare la possibilità ai disabili di godere di accessi al mare, che sarebbero anche garantiti dalla legge regionale 17 del 2005.

 

Condividi questo articolo

Per restare sempre aggiornati in tempo reale iscriviti al nostro canale WhatsApp di Radio Digiesse News e sulla nostra pagina Facebook

Torna su