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San Sago di Tortora e l’Europa. Candidati a confronto su una questione in cui “la politica è stata poco presente”

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Credere o non credere nella politica; affidarsi o non affidarsi ai rappresentanti europei sulla vicenda dell’impianto di trattamento rifiuti di San Sago di Tortora? Questi i dilemmi che hanno contornato la serata svoltasi ieri, giovedì 30 maggio, al palazzo delle Esposizioni di Praia a Mare, davanti a un pubblico attento, ma composto sempre da poche persone.

L’appuntamento è stato organizzato dai componenti del Comitato in difesa del fiume Noce, i quali hanno posto le loro domande ai candidati alle Europee Rosa D’Amato di Azione Verdi Sinistra; Vincenzo Incampo del Movimento Cinque Stelle e Marcello Pittella di Azione. Non ha potuto presenziare al dibattito Giuseppina Paterna, candidata nelle liste del Pd; per lei ha parlato l’ex sindaco di Lauria, Angelo Lamboglia.

Le risposte sono andate tutte verso il “no” alla riapertura, perché, al di là dei vari discorsi che si possono fare, un impianto del genere, non strategico per la Regione Calabria, posto in una zona che non presenta insediamenti industriali e sito nel mezzo di un’area naturalistica, è di sicuro una contraddizione. Come poi questa “non riapertura” debba concretizzarsi, è tutto da vedere, visto e considerato che la procedura è andata avanti e, come ribadito anche dal sindaco di Tortora, Antonio Iorio, “oramai tutto è nelle mani dei giudici”.

Ciò non vuol dire che l’Europa non possa porre i propri veti o mettere in campo delle azioni di contrasto, come già avvenuto in altre regioni per situazioni analoghe, ma l’iter è lungo e farraginoso. L’incontro di ieri, quindi, è servito principalmente per invitare i cittadini al voto, in nome della costruzione di un’Europa governata dalla politica e non dai tecnici.

La politica, però, che è stata la grande assente, soprattutto sulla questione San Sago, appare sempre più scollata dal popolo; tant’è che la stessa democrazia sembra ormai diventata l’ombra di sé stessa. Su questo aspetto, parole chiare sono state pronunciate dall’ex sindaco di Lauria, Angelo Lamboglia. Anche il sindaco di Praia a Mare, Antonino De Lorenzo, che ha aperto il dibattito, ha sostenuto la tesi della “necessità del voto per dare un volto nuovo, più politico, all’Europa dei regolamenti e delle sole direttive”.

Dal canto suo, il primo cittadino di Tortora, Antonio Iorio, ha spiegato però che “l’assenza della politica nei momenti cruciali che hanno riguardato l’impianto di San Sago, si è tramutata in azioni legali, ancora in corso. Tutto ciò, almeno finora, è costato all’Ente 60 mila euro”. Tanti soldi per un piccolo comune che deve far quadrare i conti ogni giorno.

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