Praia a Mare. “Una libreria, un teatro”. “Inconnu” e il dialogo dei simboli
Un lavoro a quattro mani, ispirato dal libro “Solo bagaglio a mano” di Gabriele Romagnoli. La volontà è stata quella di mettere su uno spettacolo in cui la danza incontrasse le persone e gli oggetti. Al centro la metafora della vita come viaggio da compiere con poche ma indispensabili “cose” da portare in una personalissima valigia, nella quale lasciare dello spazio per ciò che ci donano gli altri.
Il significato di “Inconnu”, andato in scena domenica 14 aprile, presso la libreria Victoria-Ubik di Praia a Mare, della danzatrice Giulia Nicoletti e del musicista Giuseppe Miele, si muove tra questi importanti punti cardine. Il teatrodanza è pur sempre un’allegoria, in cui il ballo è dispensatore di simboli che il pubblico legge e interpreta in piena libertà. In ciò la nascita di un dialogo ammaliante.
Lo sa bene Giulia Nicoletti, praiese, che ha studiato presso la culla del teatrodanza tedesco, ossia la Folkwang Universität der Künste e Tanztheater Wuppertal “Pina Bausch”. Ma “Inconnu” è prima di tutto uno spettacolo pensato e scritto a quattro mani, infatti, allo stesso modo, è stato fondamentale il lavoro di Giuseppe Miele, che ha eseguito brani del repertorio violoncellistico e brani frutto di improvvisazione del momento.
“Inconnu” è stato il secondo appuntamento della rassegna “Una libreria, un teatro”, voluta dall’associazione Ginepraio, in collaborazione con la libreria Ubik Victoria di Praia a Mare che, domenica 21 aprile, alle ore 19, ospiterà lo spettacolo “Quadri 24” di Ricky Bonavita.