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Praia a Mare. “Rimozione delle barche abbandonate sulla spiaggia”. Italia Nostra: “Controllare anche la zona Sottomarlane”

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“Bene la rimozione delle imbarcazioni lasciate abusivamente sulla spiaggia. Speriamo che le operazioni non siano finite e che si intervenga anche nell’area SottoMarlane, dove sono presenti altre barche nei punti in cui crescono i gigli di mare, tutelati dalla legge regionale”.

Questo quanto scrive l’associazione Italia Nostra alto Tirreno cosentino, in riferimento alle operazioni, avvenute nei giorni scorsi, condotte dal personale dell’ufficio locale marittimo della Guardia Costiera di Praia a Mare, guidato dal capitano Marco Boschetti, e dai Carabinieri del nucleo Forestale. Dodici le barche che sono state individuate e portate via.

“Ne approfittiamo per dire – scrivono dal presidio – che l’area interessata dai Gigli di Mare si presenta al momento in una situazione di grave precarietà, ricoperta da rifiuti, da resti di potature, e addirittura da ancoraggi. Almeno tre volte Italia Nostra con i suoi volontari ha ripulito quest’area, ma ogni volta è punto e a capo. Purtroppo non troviamo alcuna collaborazione dal comune di Praia a Mare che dimostra di non avere alcun interesse per la tutela di questa pianta protetta”.

Dal canto loro, i volontari del presidio ambientalista chiedono anche il sostegno dell’associazione Terre di Parchi Lucani del Wwf. “Il comune di Praia a Mare ha stipulato una convenzione con il Wwf – si legge nella nota di Italia Nostra – per visite naturalistiche guidate a pagamento sull’isola Dino, con lo scopo di far conoscere, tra l’altro, alcune specie vegetali quali la primula palinuri ed il garofano delle rocce, che sono protette dalla stessa legge regionale che tutela i gigli di mare. Perché sull’isola Dino queste specie si proteggono mentre sul litorale vengono lasciate al degrado e alla distruzione? Chiediamo al Wwf di unirsi in questa battaglia che da tempo Italia Nostra sta conducendo, tanto nel comune di Praia che altrove, per impedire che queste piante vengano fatte scomparire”.

 

 

 

 

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