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Praia a Mare : Nel convegno conclusivo del Progetto “Pathos-Logico presentati i risultati

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Riceviamo e pubblichiamo

CONTRO LE DIPENDENZE PATOLOGICHE IL MODELLO CALABRESE PARTE
DALL’ALTO TIRRENO: PRESENTATI A PRAIA A MARE I RISULTATI DEL PROGETTO
“PATHOS-LOGICO”
Successo per il convegno conclusivo del progetto pilota guidato dal Comune di Praia a Mare
(Capofila ATO). Oltre 220mila visualizzazioni sui social, 16 scuole coinvolte e 105 accessi agli
sportelli territoriali testimoniano l’efficacia di una rete assistenziale d’eccellenza. I dati saranno
trasmessi al neonato Osservatorio Regionale come “Buona Pratica”.
PRAIA A MARE (CS), – Si è tenuto venerdì 5 giugno, presso un affollato Palazzo delle
Esposizioni di Praia a Mare, il convegno conclusivo del Progetto “PATHOS-LOGICO”,
l’ambiziosa iniziativa di contrasto alle dipendenze patologiche e alla ludopatia che ha saputo tessere
una fitta rete assistenziale e preventiva nell’Alto Tirreno Cosentino. Promosso dal Comune di Praia
a Mare in qualità di Ente Capofila dell’Ambito Territoriale Ottimale (ATO) Distretto Socio
Assistenziale Praia-Scalea, il progetto ha visto la collaborazione strategica del Centro Accoglienza
“L’Ulivo”, di CREA Calabria APS e di Oltre Cooperativa Sociale.
Il bilancio finale dell’iniziativa ha certificato numeri straordinari sul piano della divulgazione e
dell’impatto territoriale. La campagna di sensibilizzazione digitale ha registrato un successo
travolgente, superando le 221.000 visualizzazioni complessive e raggiungendo oltre 63.000 utenti
unici sui canali Instagram, Facebook e Tik Tok. Un riscontro ampiamente positivo che si riflette
anche sul campo: ben 16 istituti scolastici capillarmente coinvolti, 439 studenti formati e 105
accessi complessivi registrati presso gli sportelli d’ascolto “Spazi Comuni” di Praia a Mare e
Verbicaro, a dimostrazione di come il portale “Re-Start” e i presidi territoriali abbiano saputo
intercettare i bisogni reali della popolazione abbattendo il muro del silenzio.
I lavori sono stati aperti e coordinati dal giornalista Egidio Lorito, che ha introdotto i relatori e
scandito i tempi di un fitto e profondo dibattito. Nel portare i saluti istituzionali, il Sindaco di Praia
a Mare, Antonino De Lorenzo, ha evidenziato la salvaguardia del tessuto locale: «I dati emersi sul
nostro territorio sono allarmanti, specialmente per il gioco d’azzardo. Per questo motivo,
l’attivazione di progetti integrati come PATHOS-LOGICO è cruciale per arginare la
destrutturazione sociale ed economica delle nostre comunità».
Subito dopo, Caterina Torchio (Responsabile dell’Ufficio di Piano ATO Praia-Scalea) ha acceso i
riflettori sul dramma sommerso delle famiglie: «Le dipendenze ricadono pesantemente sui nuclei
familiari. Abbiamo ricevuto tantissime richieste d’aiuto e, grazie alla collaborazione attiva con
l’Arma dei Carabinieri, siamo riusciti a risolvere situazioni difficilissime e a salvare giovani vite.
Questo progetto ha finalmente colmato un vuoto assistenziale, creando lo spazio d’accoglienza che
prima mancava».
Il punto di vista economico e aziendale è stato tracciato da Ciro Riente, Presidente dell’Ordine dei
Dottori Commercialisti di Paola, che ha spiegato come le imprese possano fungere da sentinelle:
«Spesso la crisi finanziaria delle microimprese è legata alla ludopatia, poiché i conti aziendali
vengono cannibalizzati per il gioco. Intercettare precocemente questi segnali contabili è vitale per
anticipare il dissesto economico».
Un’analisi confermata dalle referenti di BCC Calabria Nord, Sabrina Cersosimo e Alessia
Campilongo, che hanno affrontato il tema dell’educazione a un uso consapevole del denaro:
«Scommettere oggi è facilissimo, basta uno smartphone collegato al proprio conto corrente. Dai
nostri dati interni notiamo che i picchi di transazioni per il gioco online si concentrano nei
primissimi e negli ultimi giorni del mese, in esatta concomitanza con l’accredito di stipendi e
pensioni. È nostro dovere formare il personale bancario per intercettare e prevenire questi
comportamenti a rischio».
Di grande impatto l’intervento del Procuratore della Repubblica di Paola, Domenico Fiordalisi, che
ha delineato i risvolti penali del fenomeno: «Le dipendenze generano usura, furti, estorsioni e
violenze intrasfamiliari. La criminalità organizzata lucra ampiamente sul business del gioco
d’azzardo. È necessaria una rete reale a tutti i livelli e un invito va anche ai giornalisti, affinché
siano propositivi. Attenzione anche ai social, dove alcuni influencer illudono i ragazzi mostrando
vincite facili che nella realtà non esistono».
Giuseppe Peri, Presidente del Centro Accoglienza “L’Ulivo”, ha illustrato l’impianto operativo e di
coordinamento generale gestito dall’ente partner, ripercorrendo la sinergia d’azione strutturata sul
campo con i Ser.D. e i monitoraggi scientifici condotti.
I dati e le dinamiche psicologiche emersi tra i più giovani sono stati sviscerati da Maria Grazia
Rago, Responsabile Organizzativa e della Prevenzione del Centro “L’Ulivo”: «Abbiamo lavorato in
16 istituti scolastici in sinergia con i docenti. È emerso che i ragazzi hanno un disperato bisogno di
ascolto; il momento del Circle Time è stato il più apprezzato. Tuttavia, c’è una forte
normalizzazione del rischio: l’alcol è visto solo come svago e i giochi online come passatempi
innocenti. Fino a 15 anni si gioca la paghetta, dai 16 anni in poi, con i primi lavoretti, le cifre
aumentano. Il gioco online investe soprattutto i maschi e, purtroppo, i giovani non vedono più gli
adulti come punti di riferimento, rifugiandosi nel virtuale».
L’efficacia della progettualità e delle attività sanitarie collegate è stata ribadita con forza da Roberto
Calabria, Dirigente Medico e Direttore F.F. dell’U.O.C. Ser.D. di Cosenza e Scalea: «Siamo stati
contattati personalmente da oltre 140 persone, tra cui moltissimi ragazzi carichi di domande. Un
anno di progetto, però, è troppo poco: serve dare continuità a questa bellissima esperienza. Un
dato storico importante: nel 2025, grazie a questo lavoro di rete, la provincia di Cosenza è
ufficialmente uscita dalla “zona rossa” nazionale della ludopatia, dove prima occupava tristemente
il terzo posto».
Le conclusioni della serata sono state affidate a Renato Caforio, Esperto di dipendenze patologiche
della Regione Calabria, intervenuto in sostituzione dell’Assessore Pasqualina Straface, assente per
via dell’impegno istituzionale urgente ad Amendolara a causa dei recenti fatti legati al caporalato.
Caforio ha sancito il successo dell’iniziativa annunciando importanti novità: «La Regione Calabria
sta investendo molto e continuerà a stanziare fondi per garantire la prosecuzione di questi progetti,
superando la frammentarietà degli interventi annuali. Proprio la settimana scorsa si è insediato
l’Osservatorio Regionale sulle Dipendenze Patologiche: i report analitici di PATHOS-LOGICO
verranno immediatamente trasmessi all’Osservatorio per essere recepiti e codificati come “Buona
Pratica” per l’intera Calabria. Siamo davanti a un mutamento epocale dei consumi e delle
dipendenze digitali, e questo territorio ha dimostrato come si costruisce una rete socio-sanitaria
vincente».

a fine convegno le interviste sono state realizzate da Francesco Idà.

buona visione.

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