Praia a Mare e Tortora. “L’incendio, i problemi di confine e il disagio dei residenti di via Pucci”. Cronaca di una serata “acre” nell’area ex Marlane
Sono circa le 23.30 quando ci accomodiamo in casa dei coniugi Calogero Craparo e Rosetta Di Marsico. Dall’altra parte della ringhiera della loro casa, a circa quindici metri, le braci dell’incendio, domato dai Vigili del Fuoco di Scalea, continuano a crepitare. La loro abitazione, infatti, è sita in via Biagio Pucci, a Tortora, al confine con Praia a Mare. Purtroppo, ci sono abituati ai roghi che qualche volta divampano nell’area dell’ex fabbrica tessile Marlane; infatti, come tutti coloro che si affacciano sul depuratore, hanno una pompa pronta in caso di necessità.
L’incendio di ieri, giovedì 07 settembre, è scoppiato intorno alle ore 22 e proprio loro, insieme agli altri residenti, hanno iniziato a spegnere le fiamme, dopodiché ci hanno pensato i Vigili del Fuoco; ma negli anni addietro, quando i roghi sono stati innescati nel cuore della notte, sono stati svegliati da altri vicini che si sono accorti di quello che stava avvenendo e hanno solo potuto sperare che non accadesse nulla di grave.
Calogero e Rosetta vengono da Genova, hanno deciso di comprare un appartamento a Tortora e di godersi la pensione. Calogero ci mette sul tavolo un fascicolo che contiene e-mail, richieste, informative, che vanno dal 2009 al 2022. Ha scritto praticamente a tutti per segnalare che quell’area va bonificata con una certa cadenza, perché non c’è solo il problema dei roghi, ma anche quello dei topi, delle vipere, delle serpi e così via.

Sanno bene come stanno le cose, ossia che “non si può procedere con la pulizia dell’area a causa del sequestro disposto dall’autorità giudiziaria nell’ambito dei procedimenti legati alle note vicende della Marlane”, questa frase, oltre a comparire in diverse lettere di risposta che Calogero ha ricevuto, è stata pronunciata recentemente anche il sindaco Antonino De Lorenzo, in merito al sollecito dei residenti dell’agosto 2023.
Il primo cittadino aveva anche dichiarato “di aver chiesto al Procuratore capo di Paola, ma di non aver ricevuto risposta”. Tutte queste cose, i residenti di via Pucci le sanno, ma come ci ripetono più volte Rosetta e Calogero: “Cosa facciamo? Stiamo con le mani in mano e speriamo sempre che tutto vada bene, che ogni incendio venga spento tempestivamente senza ulteriori danni? Tanto le erbacce ricresceranno e qualcuno tornerà a mettere fuoco”.
I coniugi chiamano in causa anche il sindaco di Tortora, Antonio Iorio, affinché difenda le ragioni dei cittadini che “dopotutto, sono residenti del Comune che amministra”. Calogero ripone il fascicolo e ci accompagna fuori dal cancello; dell’incendio è rimasto l’odore acre del fumo. “Una puzza – ci dicono anche altri residenti – che questa notte non ci farà dormire”.