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Porto di Diamante. il vicesindaco Pascale al movimento AttivaMente: “Meglio non parlare se non si conoscono i fatti”

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Arriva dopo poche ore la risposta del vicesindaco di Diamante, Pino Pascale, alla nota stampa del movimento politico “AttivaMente” con cui è stato denunciato “il silenzio assordante” intorno alla questione porto. Una struttura che per molti non verrà mai realizzata, ma che è solo oggetto di dispute politiche e proclami. Dal canto suo, Pascale invita invece “al silenzio” se non si conoscono i fatti. “Vogliamo innanzitutto precisare, a chi ci imputa scelte sbagliate sulla questione dei finanziamenti CIPE, – si legge nella nota – che abbiamo seguito le indicazioni che ci sono pervenute dalla stessa Regione. È tuttora in corso una causa per risarcimento danni da parte del Comune di Diamante nei confronti della Regione Calabria”.

Il comunicato del vicesindaco Pascale

È opportuno stare in silenzio quando non si conoscono i fatti. Potremmo rispondere così a chi parla di silenzio dell’Amministrazione Comunale sulla vicenda porto. Non è così: l’Amministrazione Comunale è impegnata in un incessante lavoro che viene portato avanti senza clamori, perché indirizzato ad ottenere risultati concreti e non a ribalte mediatiche e strumentali. Vogliamo innanzitutto precisare, a chi ci imputa scelte sbagliate sulla questione dei finanziamenti CIPE, che abbiamo seguito le indicazioni che ci sono pervenute dalla stessa Regione. È tuttora in corso una causa per risarcimento danni da parte del Comune di Diamante nei confronti della Regione Calabria, alla quale più volte abbiamo richiesto e sollecitato contributi per fare in modo che il  braccio, nell’attesa della realizzazione del progetto e dell’appalto, venisse messo in sicurezza in modo da assicurare l’utilizzo di pontili o banchine per consentire l’ormeggio delle imbarcazioni con il coinvolgimento di imprenditori locali del settore che hanno dato da subito la propria disponibilità. Nessun silenzio quindi ma un’Amministrazione Comunale che non molla la presa e che continua nella sua interlocuzione con la Regione per l’utilizzo estivo dell’approdo. Piuttosto, si facciano un esame di coscienza coloro che adesso si preoccupano dei destini del porto ma che sono i veri responsabili della sua mancata realizzazione.

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