Ospedale di Paola. Il Comitato per la difesa del diritto alla salute: “La Chirurgia è andata persa, ma l’amministrazione esulta”
“Il 19 luglio protesteremo a Catanzaro davanti la Cittadella Regionale e impugneremo l’atto di riordino della Rete Ospedaliera”. Questo quanto ribadiscono dal Comitato dopo la decisione di trasferire il reparto di Chirurgia dall’Ospedale di Paola a quello di Cetraro. Intanto, pubblichiamo il comunicato stampa inviatoci
“Lo sapevate che Paola è il paese dell’ottimismo? Che anche dopo aver appreso con certezza la notizia dello spostamento dal nostro nosocomio del reparto di chirurgia verso quello di Cetraro, gran parte della maggioranza dell’amministrazione comunale si è definita soddisfatta? Abbiamo notato in tutti i comunicati stampa di oggi un tono, oseremo dire, cavalleresco”.
Il comitato per la difesa del diritto alla salute continua, con un po’ di sarcasmo, a sottolineare lo ‘scippo’ effettuato ai danni del nosocomio Paolano, con l’approvazione dell’amministrazione comunale.“Tornando da Germaneto, – prosegue la nota stampa – privati del reparto di chirurgia, tutti dichiarano di essere contenti. Di cosa? Ma cosa sono andati a fare a Catanzaro? Non dovevano difendere l’ospedale? Così ci è sembrato di capire dalle parole spese dall’assessore Logatto alla manifestazione nel piazzale del nostro nosocomio: “Questa amministrazione è contraria allo spostamento dei reparti, tuonava al microfono. Pur di non ammettere la sconfitta sottolineano le parole del Presidente Occhiut,o parlando di implementazione dell’offerta sanitaria e bacchettando noi del Comitato che siamo quelli che loro dovrebbero rappresentare.
In sintesi dovremmo ingoiare lo spostamento facendo ciascuno di noi appello ad una sorta di visione più ampia della questione. Quindi siamo noi a non capire perché come dire non allarghiamo gli orizzonti delle dinamiche. Poi il passaggio sulla strumentalizzazione è il fiore all’occhiello. Un popolo protesta e dovremmo stare pure zitti – incalzano gli esponenti. Un comitato cerca di fare chiarezza e dovremmo pure sentirci accusati di propaganda. Questo è troppo. Le nostre richieste sono state accolte, dicono. Ma quali richieste hanno fatto, ci domandiamo. Quale politico accetterebbe oggi un depotenziamento del proprio ospedale, certo e immediato, in cambio di promesse che possono essere disattese? Quale rappresentante di una Città, che ama la propria comunità, non si farebbe a pezzi pur di difenderla?Riapertura dell’Emodinamica, potenziamento dei reparti (rimasti) e futura attivazione dei posti di rianimazione sono le promesse avute in cambio della svendita della dignità di un popolo dimenticando tutto il denaro speso per servizi mai attivati e attrezzature destinate a prendere polvere in qualche scantinato del nostro ospedale San Francesco. Noi non lo accettiamo – concludono – e continueremo la nostra protesta in maniera civile come abbiamo sempre fatto, pensavamo accanto alle istituzioni ma a quanto pare dobbiamo dire un passo prima delle istituzioni”.