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No alla chiusura del Punto Nascite di Sapri: parlano le mamme

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Articolo e servizio di Roberta Manfredi

Nella mattinata di mercoledì 10 settembre, una nuova rivolta popolare, guidata dalle mamme prossime al parto, ha avuto luogo presso i locali del Presidio Ospedaliero dell’Immacolata di Sapri, contro la chiusura del punto nascita, divenuta effettiva il primo settembre.

A preoccupare le partorienti, la notizia che, con ogni probabilità non saranno garantiti neppure i parti d’urgenza. A 46 anni esatti di distanza dall’apertura ufficiale dell’ospedale saprese, si apre un capitolo triste della storia sociale locale che rischia di avere un impatto immenso su Sapri e sui paesi vicini, perché in un posto senza nascita, non può esserci vita.

Ringraziamo Milena Russo, membro che Comitato di Lotta, per averci fatto da cassa di risonanza e tutte le mamme che sono intervenute, compresa Jessica che ci ha fatto avere questa lettera ora che il punto nascita ha chiusa penso che le persone non si penseranno una volta prima di fare un figlio, ma ben mille volte.

Chi ha già un figlio metterà sempre in conto che all’improvviso, sia di giorno che di notte, dovrà lasciarlo a chilometri di distanza, ma non è solo questo il problema che si pone: durante il parte e soprattutto dopo, la partoriente ha bisogno di avere accanto la propria famiglia e il proprio marito; tale lontananza non può garantire questi aiuti!

C’è da considerare che nella situazione attuale, nel tragitto Sapri – Vallo ci sono diversi semafori; il che sta a significare che i minuti per raggiungere l’ospedale si allungano. Chi viene dai paesi limitrofi li incontra ben due volte: sia per raggiungere Sapri e sia, successivamente, durante il trasferimento a Vallo.

Ma chi si prende la responsabilità nel caso in cui, durante il tragitto, il bambino vada in sofferenza? E se dovesse nascere in autoambulanza o nella propria auto e avesse bisogno di manovre particolari?

Nessuno si pone la domanda “E se queste donne, per la strada, dovessero trovare un incidente o, peggio ancora, essere loro stesse coinvolte?”. E se in inverno dovessero incontrare ghiaccio o neve? Che si fa? Si fa inversione di marcia sperando che tutto vada bene? Ebbene sì, prima di fare un altro figlio, in queste condizioni ci penserei mille volte, non una!

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