NATALE 2022. COSA POSSIAMO AUGURARCI
Di Martino Ciano
Ci chiediamo anche quest’anno cosa sia il Natale, mentre c’è una guerra in corso, come tante altre che non arrivano alle nostre orecchie; mentre viviamo ancora quella tensione post Covid che ci ha liberato da leggi restrittive, ma che ci ha reso più freddi, poco inclini alla socialità e all’empatia.
Guardando ai fatti di casa nostra, attendiamo con ansia la fine di tante crisi, quella energetica, quella dell’occupazione, quella della mancanza di serenità e di fiducia verso il futuro. Ogni giorno sul nostro territorio si alzano voci di richieste di aiuto. Le associazioni di volontariato fanno notare che le richieste di beni di prima necessità sono aumentate in maniera vertiginosa. Non mancano gli aiuti, le mani si tendono e i cuori si aprono, ma c’è un troppo da colmare che non è mai abbastanza.
In alcuni paesi del Tirreno cosentino si è preferito illuminare poco le strade e le piazze. Si è detto: “via gli sprechi, meglio badare ad altro; alla sostanza”, forse è vero, forse è giusto, certamente ciò che bisogna tenere in considerazione è che un’epoca è finita, lo spartiacque è stato la Pandemia da Covid19 e da tre anni siamo alla ricerca di ciò che ci manca, forse anche dell’effimero e del superfluo; d’altronde c’eravamo abituati allo spreco e, come sappiamo, le abitudini sono vizi collettivi.
Ci rifacciamo alla speranza, a lei chiediamo consiglio e da lei traiamo forza. Ma la speranza non è attesa, non è affidarsi alla Provvidenza, ma incita all’azione, a perseguire una strada di rinnovamento. Lei è una necessità che ci muove ogni giorno, anche quando vorremmo passare quel giorno chiusi in una stanza, sdraiati su un divano.
Cosa possiamo augurarci, quindi? La speranza, perché lavorando insieme costantemente possiamo realizzare un progetto comune di crescita, quello di cui tutti sentiamo il bisogno. Intorno a noi vediamo troppe cose che non vanno, tanti aspetti che ci fanno fuggire anche davanti alle nostre responsabilità, ai nostri “taciti consensi”. Sperare che le cose cambino senza partecipazione attiva, vuol dire ammettere che le cose “andranno sempre allo stesso modo” e che da una parte ci piace.
Per quest’anno quindi auguriamoci la speranza che qualcosa ci impegni e ci renda partecipi di una piccola rivoluzione. Ne abbiamo la possibilità, ce l’abbiamo tutti i giorni, non solo a Natale.
Auguri di un sereno Natale da parte di tutto lo staff di Radio Digiesse.