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Movimento Civico nuovo Ospedale Atc: “Le UOC di Chirurgia a Praia e Trebisacce non previste dai DCA vigenti”

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Il Movimento Civico Nuovo Ospedale dell’Alto Tirreno Cosentino interviene con una nota sul recente Atto Aziendale n. 2000/2025 dell’ASP di Cosenza, contestando la previsione di due Unità Operative Complesse (UOC) di Chirurgia Generale nei presidi di Praia a Mare e Trebisacce.

Secondo il Movimento, il provvedimento aziendale “non trova riscontro nei Decreti Commissariali (DCA) attualmente in vigore”, in particolare nei DCA n. 78/2024 e n. 360/2024 che disciplinano la rete ospedaliera regionale e che, come si ricorda, hanno ricevuto l’approvazione dei Tavoli ministeriali di Salute e MEF.

La questione riguarda soprattutto il presidio ospedaliero di Praia a Mare, dove – come si legge nella Tabella C del DCA 360/2024 – è prevista soltanto una Struttura Complessa di Medicina Generale. La Chirurgia, sottolinea il Movimento, rientra come articolazione funzionale della UOC dello spoke Cetraro–Paola, e dunque può essere classificata solo come Unità Operativa Semplice (UOS).

“Lo stesso comunicato diffuso dall’ASP di Cosenza – si legge nella nota – ammette che i servizi dovranno essere successivamente ‘autorizzati e finanziati’, confermando di fatto che le UOC indicate non sono oggi operative né legittimate dai DCA vigenti.”

Il Movimento richiama inoltre il quadro normativo: la Legge 191/2009, art. 2 commi 80 e 95, vieta alle Regioni e agli enti dipendenti di adottare atti in contrasto con i programmi di rientro, stabilendo la vincolatività dei decreti commissariali. Di conseguenza, qualsiasi istituzione di nuove UOC a Praia e Trebisacce richiederebbe una modifica formale dei DCA attraverso un nuovo decreto, con relativo passaggio ai Tavoli ministeriali.

Nel respingere ogni accusa di interpretazioni “distorte” o di strumentalizzazioni politiche, il Movimento ribadisce la centralità della trasparenza amministrativa e della corretta pianificazione sanitaria. “Le regole non sono opinabili – conclude la nota – e la credibilità delle istituzioni si misura anche nella capacità di rispettare ciò che esse stesse hanno deliberato.”

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