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Mani Creative: l’arte come cura, respiro e rinascita

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Un progetto di welfare di prossimità che restituisce dignità e bellezza alle fragilità sociali della provincia di Cosenza.

Nel programma Buongiorno Città di oggi 27 ottobre, ospite di Biagio Pepe, la Presidente dell’Associazione “L’Arte in Corso” Debora Falcone ci ha parlato del progetto “Mani Ceative” e delle attività dell’Associazione.

L’arte non è un lusso per pochi, ma un bisogno primario dell’essere umano. È ciò che ci distingue e al tempo stesso ci unisce: una forma di linguaggio universale che attraversa culture, epoche, confini. Platone la definiva “imitazione del reale”, Nietzsche la considerava “l’attività metafisica per eccellenza”, Jung la riconosceva come via privilegiata per accedere al mondo interiore. Oggi, in Calabria, un territorio segnato da fragilità sociali ed economiche, l’arte si è fatta strumento di welfare di prossimità, capace di alleviare ferite invisibili e di aprire spazi di relazione laddove spesso dominano isolamento e silenzio. È questo il cuore del progetto “Mani Creative: welfare di prossimità attraverso l’Arte e il Fare”, promosso da L’Arte in Corso, l’associazione di promozione sociale presieduta da Debora Falcone, con il sostegno del Fondo di Beneficenza di Intesa Sanpaolo, che per il secondo anno consecutivo ha scelto di sostenere l’iniziativa nell’ambito delle Nuove Linee Guida 2025–2026. Il progetto ha coinvolto per tutta l’estate i residenti di case-famiglia e case rifugio della provincia di Cosenza. Donne, uomini, ragazzi e bambini in condizioni di vulnerabilità sociale hanno partecipato a un percorso di laboratori creativi e arteterapici. Non semplici attività manuali, ma esperienze di ricostruzione identitaria: plasmare l’argilla, dipingere un volto, comporre un mosaico significa, metaforicamente, riordinare i frammenti della propria vita, dare forma a emozioni spesso indicibili, riconoscersi come capaci di creare. Ogni incontro ha rappresentato una piccola rivoluzione interiore: chi non parlava da tempo ha trovato un modo per esprimersi con i colori; chi si percepiva invisibile ha riscoperto di avere uno sguardo che vale e mani che possono generare bellezza.

La grande lezione di “Mani Creative” è che l’arte non appartiene soltanto ai musei o ai palcoscenici, ma alla vita quotidiana delle persone comuni. In epoche di crisi, le comunità hanno sempre trovato nell’arte un modo per resistere e rinascere: i canti popolari durante le guerre, i murales nelle periferie urbane, le danze rituali come linguaggi di guarigione collettiva. Allo stesso modo, i partecipanti di questo progetto hanno scoperto che creare significa esistere in modo nuovo, riappropriarsi della propria dignità, sentirsi parte di un orizzonte più grande.

“L’Arte in Corso” intende proseguire su questa strada, ampliando il progetto e trasformandolo in una pratica stabile di welfare comunitario. In programma, una mostra finale aperta al pubblico, che renderà visibile il lavoro svolto dai partecipanti e restituirà alla collettività il valore di ciò che è stato costruito insieme.

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