Incendi sul Tirreno cosentino. Un’azione comune dei sindaci per fare chiarezza su quanto accaduto?
Distese brulle, con alberi bruciati e cenere che crea un tappeto grigio uniforme. Le foto non rendono bene l’idea del disastro che si è consumato in questi giorni di fuoco tra Aieta, Tortora e Praia a Mare. Ma tutta la fascia tirrenica è stata pesantemente colpita dall’attività dei piromani.
Non si può che definirla un’azione mirata, con il chiaro intento di mandare in tilt l’intero sistema dei soccorsi. Giovedì 24 e venerdì 25 luglio sono stati infernali, con nubi di fumo che hanno coperto il cielo e che si sono aggiunte all’afa.
L’appello di molti è che non si guardi alla vicenda come un’emergenza transitoria, con cui bisogna fare i conti ogni estate, ma che sia pretesa una approfondita indagine su quanto accaduto nell’arco delle ultime due settimane.
Importante anche un’azione comune dei sindaci, senza se e ma, perché passato il fuoco e messo in salvo quel che si può, fino alla prossima escalation, il dazio da pagare saranno le frane e gli smottamenti causati dalle piogge dell’autunno e dell’inverno.
Di certo, non è solo colpa dei piromani. Le zone montane sono spesso luogo di improvvisate discariche a cielo aperto, in cui si può trovare anche materiale che con il caldo può fare da innesco.