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Impianto di San Sago di Tortora. Il consigliere di minoranza Raffaele Papa: “Il sindaco emetta ordinanza di chiusura. Basta parole”

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“Il sindaco Iorio emetta ordinanza di chiusura per l’impianto di San Sago così come fece nel 2014 l’allora primo cittadino di Tortora, Pasquale Lamboglia”. Questo quanto invita a fare il consigliere di minoranza, Raffaele Papa. “Ha tutti i poteri per prendere questo provvedimento. Ne avrà il coraggio?”. Il rappresentante dell’opposizione ha anche lanciato questa proposta nel corso del consiglio comunale aperto e straordinario tenutosi mercoledì 25 ottobre. Inoltre, Papa è stato anche critico sulla seduta di qualche giorno fa. “Abbiamo sentito i soliti piagnistei e le solite parole”.

Il comunicato stampa di Raffaele Papa

Nel Consiglio Comunale su San Sago, del 25 ottobre, ancora tante chiacchiere, vacue parole ed “allisciamenti” vari, niente di nuovo sotto il sole, e intanto si riapre dopo 10 anni di chiusura. La testa, è dura a farla uscire dalla sabbia e si continua a calpestare, volutamente, la verità pur di nascondere smemoratezze e colpevoli ritardi amministrativi e politici che ci hanno portato a questa drammatica e sciagurata condizione.

Meraviglia molto, a tal proposito, l’atteggiamento di qualche rappresentante istituzionale per il mancato ma dovuto rispetto, alle considerazioni ed opinioni della minoranza consiliare di Tortora che fa solo e semplicemente il proprio dovere e cioè di evidenziare, sollecitare, proporre soluzioni così come ha fatto in tale seduta; a meno che non si voglia ritenere che la responsabilità dell’accaduto, anche questa volta è degli altri, ed in questo caso della minoranza???

L’unanimismo e la compiacenza di facciata non serve a nessuno e soprattutto è assolutamente inefficace a risolvere una problematica così seria ed urgente. Questo Consiglio Comunale straordinario ed aperto, voluto e chiesto dalla minoranza consiliare, doveva segnare una svolta reale ed effettiva, un cambio di marcia già altre volte promesso ma mai avvenuto, un’occasione per mettere in atto una strategia efficace per cercare di recuperare tutto il malfatto con superficialità ed approssimazione.

Così purtroppo non è stato, tant’è che le uniche proposte concrete sono state fatte, oltre che dalla minoranza, da persone esterne e prive di cariche istituzionali in particolare da Ulderico Pesce e da Manuel Chiappetta. C’è però chi ancora non si arrende e non si ferma all’attendismo e ad un generale disinteresse grave e pericoloso per tutti noi ed i nostri figli. Dopo le buone intenzioni che spesso restano solo nella mente di chi le pronuncia e le pacche sulle spalle, è tempo di fatti ed atti concreti.

Ed è per questo che oltre ad evidenziare errori e ritardi, affinché non si ripetano ancora, ho proposto al Sindaco che anziché prendersela con il mondo intero e continuare con i piagnistei, di provvedere con urgenza ad esercitare i suoi doveri e funzioni, e quale primo responsabile della sanità e sicurezza comunale, di emettere specifica e motivata Ordinanza per impedire l’apertura, notificandola alle forze dell’ordine.

Lo farà???

Non sappiamo, durante la seduta il Sindaco preso dalla foga ingiustificabile di difendere l’indifendibile e se stesso, ha solo attaccato la mia persona; circa l’Ordinanza ha fatto finta di non sentire, pur avendo ben sentito tutto il resto.

Vedremo, il tempo ci dirà, intanto allego un documento importante e che ha fatto la storia del nostro Comune, un atto emesso nel 2014 quando il Sindaco dell’epoca Pasquale Lamboglia ebbe la determinazione di firmare proprio analoga Ordinanza la n.20 del 24 marzo 2014.

Bisogna riconoscere e dare atto che fu una scelta coraggiosa e responsabile, fatta per il bene ed in rappresentanza non solo del popolo tortorese ma dell’intero comprensorio Calabro-Lucano.

Questo atto insieme ad altri fatti compiuti hanno tenuto fino ad ora e per 10 anni chiuso quell’impianto; oggi dobbiamo purtroppo rilevare, ancora una volta, che questi atti e fatti continuano a venire meno.

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