I Battiti del Cantastorie: Nando Brusco continua a emozionare tra “Tamburo è Voce”
Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa
Riprendersi spazi di ascolto, ricreare comunità e ricercare le radici nel solco dell’oralità antica, delle narrazioni perdute, delle tradizioni musicali e folcloriche della Calabria. È il ruolo, il senso del Cantastorie di oggi come lo sta incarnando Nando Brusco, musicista, suonatore di tamburi ricercati, originario di Belmonte e da anni, ormai, attivo sui palchi di tutta Italia. Un cantastorie originale, diverso dagli altri, al quale piace raccontare storie e perfezionare la ricerca timbrica, nei suoni, nell’espressività sonora dei tamburi che lui stesso si fa costruire dalle migliori maestranze del Meridione.
Con lo spettacolo “Tamburo è Voce… battiti di un cantastorie”, Brusco è attualmente impegnato nel suo tour estivo che ha chiamato “La danza della mano” e, in queste prime settimane di agosto si è già esibito nel ricco cartellone del festival “Fasti Verolani”, a Veroli, in provincia di Frosinone. Giunto ben alla 24esima edizione, il festival di Veroli è uno dei principali eventi nazionali per il teatro degli spazi urbani, un festival ricco di suggestioni e che accosta senza pudore il colto al popolare. Lo scorso lunedì 4 agosto, invece, tappa a Rieti, a Cantalupo in Sabina, dove prima del concerto serale Brusco ha tenuto anche un partecipato e coinvolgente laboratorio sul tamburo.
«Il tour sta proseguendo molto bene – racconta Nando Brusco – è la conferma di un percorso intrapreso già da qualche anno. Trovare spazi anche fuori dalla Calabria per un progetto, come il mio, che racconta le nostre latitudini, le storie, le leggende del Mediterraneo, della Calabria e del Sud, dà un valore aggiunto, una grande gratificazione». Negli anni, Brusco si è esibito già in importanti rassegne nazionali, a Velletri, a Pisa, vincitore al prestigioso Festival della Resistenza 2023 (premio giuria e premio del pubblico), a Reggio Emilia, presso la Casa Cervi, simbolo della Resistenza, finalista al Palio Ermo Colle 2024 di Parma e vincitore del bando EarthinkFestival 2025 grazie al quale si esibirà ad Asti a settembre.
Ma il tratto peculiare del progetto “Tamburo è Voce” è senza dubbio la sua capacità di essere seguito in tutte le dimensioni: da quelle più intime e raccolte dei tanti borghi e centri storici – oggi sempre più al centro del dibattito su spopolamento e aree interne – a quelle più grandi di festival nazionali. «Negli anni ho fatto performance in montagna, per escursionisti, nei boschi, sui monti di Paola, di recente a Cleto nel bellissimo castello, quando c’è la dimensione intima diventa tutto qualcosa di molto forte, avviene una prossimità, uno scambio con il pubblico che è il sale, oggi, del fare questo mestiere».
Il senso, cioè, del Cantastorie nella nostra contemporaneità sempre più sfuggente, è su questo che fa leva Nando Brusco con i suoi tamburi: «oggi non è tanto l’aspetto informativo che conta, perché siamo già bombardati da notizie, realtà virtuali, e non, il nostro compito non è più portare a conoscenza le comunità di avvenimenti, di fatti di altri tempi, bensì riprendersi spazi fisici e soprattutto spazi temporali, di ascolto, momenti di narrazione, momenti in cui c’è la possibilità di evocare immagini, raccontare cose con l’ausilio del pubblico e di una dimensione di ascolto che sa recepire».
Quello che può fare uno spettacolo come “Tamburo è Voce”, insomma, è andare in una direzione completamente diversa a quella che ormai sembrano intraprendere enti, istituzioni, promotori di spettacolo, cultura e turismo. Una sfida ardua, che si scontra, appunto, con le assodate tendenze dello showbusiness e alle quali Brusco contrappone il tornare a farsi comunità, lo stringersi attorno al “Cantastorie”, in un castello, in una piazzetta dimenticata, in un antico chiostro, luoghi che soprattutto in Calabria forse non sono fatti per le masse e le moltitudini ma che, invece, possono tornare a farsi luoghi di incontro emotivo e sensoriale, di riflessione e di autenticità.
Il Tour di Nando Brusco prosegue il 9 agosto a Paola, il 13 a Zambrone (Vibo Valentia), il 17 a Tiriolo (Catanzaro), all’interno dei Bacchanalia, altro appuntamento ormai imperdibile per l’estate calabrese che celebra il vino, l’arte e le tradizioni, valorizzando le
radici storiche del bel borgo di Tiriolo e il suo legame con gli antichi riti bacchici. Il 23 agosto sarà la volta di San Fili (Cosenza) e il 24 agosto a Soveria Mannelli (Catanzaro). L’8 settembre tappa a Ragusa e, infine, attesissima la data a Casabianca (Asti) del 13 settembre, dove Nando Brusco si esibirà all’interno dell’EarthinkFestival, primo festival teatrale in Italia che propone una visione poetica dei temi ambientali attraverso la sensibilità degli artisti e le scelte della direzione artistica degli spettacoli e performance presenti. Per il festival di Asti, tra l’altro, Nando Brusco è stato selezionato come vincitore del bando nazionale EarthinkFestival 2025.