Emergenza cinghiali. Da Orsomarso a Praia a Mare è raffica di segnalazioni. “Difficile difendere le coltivazioni”
Un cinghiale non è di certo ragionevole, dove va porta la devastazione. Lo sanno bene i contadini che da tempo lottano contro questa piaga, per la quale sembra che non ci sia rimedio. Le foto che pubblichiamo ci sono state inviate da un agricoltore di Orsomarso, ma ci garantisce che non rendono l’idea.
Il problema è che ormai vere e proprie mandrie di cinghiali migrano alla ricerca di cibo; infatti, le devastazioni maggiori non si vedono nei terreni a monte, ma in quelli a valle. Segnalazioni sono giunte anche da proprietari di appezzamenti intorno al centro abitato di Scalea. Ma alla lista possiamo aggiungere gli avvistamenti quotidiani in alcune aree di Praia a Mare, intorno alla Ss18 e nelle località Foresta e Santo Stefano, di Tortora e di Grisolia.
Che ci sia bisogno di un intervento deciso e concreto nessuno lo può più negare. Se ne parla da tempo, ma di fatto nulla accade. La popolazione degli ungulati è cresciuta a dismisura durante la Pandemia; con lo stop imposto alla caccia, i cinghiali hanno avuto modo di riprodursi in maniera incontrollata. Il cibo a monte scarseggia, a valle invece c’è acqua a sufficienza e ottime coltivazioni. In poche parole, la tavola è apparecchiata.
“Vi prego – ci dice un agricoltore – aiutateci perché i nostri sacrifici non possono essere distrutti così. Stiamo combattendo da tempo, ma da soli non ce la possiamo fare”.






