Diamante. “Querelato per diffamazione per aver esercitato il mio diritto di critica”. Il consigliere Liserre scrive al Presidente della Repubblica
“Ho presentato un esposto al Presidente della Repubblica, al Ministro dell’Interno e al Prefetto di Cosenza su quello che ormai posso definire il ‘Caso Diamante’, simbolo dell’uccisione della libertà di parola e della democrazia”. Questo quanto scrive il consigliere di minoranza, Francesco Liserre, in un articolato comunicato stampa.
Al centro “l’incidente” del 14 gennaio scorso, avvenuto sul gruppo istituzionale di WhatsApp in cui sono presenti tutti i rappresentanti del consiglio comunale. In quell’occasione, infatti, Liserre aveva comunicato di non poter partecipare alla seduta di consiglio per impegni di lavoro, notizia che l’esponente di maggioranza Francesco Bartalotta e la segretaria comunale Rosa Santoro avrebbero commentato scambiandosi messaggi “ironici e poco istituzionali”.
“La vicenda è nota – dice il consigliere di minoranza – quei messaggi furono subito cancellati. Bartalotta e Santoro hanno provveduto a eliminare tutto, proprio perché si sono resi conto della gaffe che avevano fatto. Ma ciò che mi ha spinto a tornare sull’episodio è stato l’aver appreso che Santoro mi ha querelato per diffamazione. Insomma, la mia colpa sarebbe stata quella di denunciare in consiglio comunale quanto successo, portando l’accaduto agli onori dell’opinione pubblica”.
In sostanza, per Liserre, oltre al danno si starebbe consumando anche una beffa nei suoi confronti con “un’azione temeraria – ci spiega – che arriva dalla segretaria comunale, il cui ruolo dovrebbe essere super partes, soprattutto nelle comunicazioni istituzionali. Logicamente, non mi fermerò in alcun modo e continuerò a difendere non solo la mia persona, ma anche la democrazia che qui, a Diamante, qualcuno ha deciso di condannare a morte”.
Il comunicato stampa di Francesco Liserre
L’ Avv. Francesco Liserre, Consigliere del Comune di Diamante e Capogruppo del Gruppo Consiliare unipersonale denominato “Alternativa Democratica”, con un esposto indirizzato al PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA, AL MINISTRO DELL’INTERNO e AL PREFETTO DI COSENZA, rappresenta quanto segue.
Volendo, indegnamente, parafrasare l’eccelso Giurista e ineguagliabile Oratore, Alfredo De Marsico, mirabilmente definito, da Eduardo De Filippo, “un grande Maestro della scena della vita”, verrebbe da dire che, da tempo, “il sole è tramontato sul tavolo di questa Corte di Assise” dove si è celebrato il processo per l’uccisione, a Diamante, della democrazia, della libertà e del diritto.
Pertanto, si rappresentano alcuni dei momenti topici, significativamente emblematici di queste citate disfunzioni, al fine di una unitaria rappresentazione delle criticità democratiche afferenti al cd “CASO DIAMANTE”.
In data 14 gennaio 2025, alle ore 12.45, lo scrivente consigliere, a causa di sopravvenuti e inderogabili impegni professionali, comunicava, per doverosa correttezza, sulla chat istituzionale whatsapp, utilizzata da tutti i consiglieri comunali e denominata “Consiglio Comunale”, composta da 16 membri tra cui il Segretario Comunale di Diamante, Avv. Rosa Santoro, la sua assoluta impossibilità a partecipare alla seduta consiliare già prevista, in pari data, per le ore 17.00.
Alle ore 12.48 dello stesso giorno, quindi a distanza di 3 minuti dal primo messaggio, sulla stessa chat istituzionale, il Consigliere/Assessore, Francesco Bartalotta, ritenendo verosimilmente e per inescusabile refuso, di comunicare privatamente con la Segretaria Santoro, scriveva alla stessa: “Liserre. Cosa ne pensi??? Contestualmente, sempre alle ore 12.48, la Segretaria Comunale rispondeva: “benissimo”. Immediatamente, il Consigliere Bartalotta, resosi conto dell’imbarazzante situazione, alle ore 12.48, cancellava i suoi 2 messaggi che, tuttavia, non impedivano, alla Segretaria Comunale, a distanza di un minuto e, precisamente, alle ore 12.49, di postare il suo ultimo sarcastico commento affermando: “finiamo prima”. Subito dopo, probabilmente avvertita dal suo interlocutore, alle ore 12.49, anch’essa provvedeva a cancellare i messaggi.
Orbene, tale grottesca situazione, a tacer d’altro, lungi dal rappresentare un mero “incidente comunicativo”, pur sempre inescusabile, viepiù assume inusitata pregnanza in quanto proveniente da soggetto qualificato la cui censurabile condotta risulta irrefutabilmente sintomatica di un modus operandi altamente lesivo del munus del Consigliere Comunale, nelle sue ineludibili prerogative istituzionali, inscindibilmente connesse al mandato elettorale ricevuto dal popolo. Pertanto, l’immediata cancellazione delle improvvide esternazioni, da parte dei due interlocutori, è manifestamente indicativa di un’intenzionalità della condotta, maldestramente tradita dalla successiva azione di “pulizia” allorquando, gli stessi, venivano folgorati da postuma resipiscenza sulla clamorosa caduta di stile, sintomatica della scarsa considerazione della dialettica politica e della priorità di liquidare, in poche battute, i lavori dell’assise consiliare nel dichiarato auspicio del “così finiamo prima”.
Tuttavia, non paga della prefata condotta, la dr. ssa Santoro presentava querela nei confronti dello scrivente consigliere per asserita ipotesi di diffamazione aggravata, per come evincesi dalla certificazione, ex art. 335 cpp., richiesta e ottenuta in questi giorni dal consigliere Liserre, aggiungendo, alla beffa, addirittura il danno. Orbene, il segretario comunale, in quanto funzionario pubblico, dovrebbe mantenere un comportamento irreprensibile e professionale, anche nelle comunicazioni informali. I messaggi scambiati con l’assessore risultano improvvidi e offensivi, soprattutto allorquando contengano, come nel caso di specie, commenti personali o politici. Il sottoscritto consigliere di minoranza, rappresentando l’accaduto in consiglio comunale, ha semplicemente esercitato il suo diritto di controllo e di critica sull’operato della segretaria. La querela presentata dalla segretaria contro il consigliere, è irrefutabilmente sintomatica, non solo del venir meno del suo ruolo di imparziale garante della legalità, ma di un tentativo di limitare la libertà di parola e di critica del consigliere nell’esercizio delle sue funzioni.
Nell’esposto, si affronta anche la vessata questione dell’incompatibilità del Presidente del Consiglio comunale per lite pendente contro lo stesso ente e il consequenziale ineludibile pregiudizio, tra l’altro, alla realizzazione del Mc Donald’s che avrebbe rappresentato una privilegiata occasione di indiscutibile connotazione, economica e d’immagine, per l’intera comunità.
Su tale vicenda, la stessa Segretaria Comunale, più volte invitata dai Consiglieri di opposizione ad evitare indebite ingerenze politiche durante i lavori dell’assise consiliare che avrebbero minato il suo ruolo di soggetto super partes e di garante del buon andamento e dell’imparzialità della PA, a seguito di una richiesta dei Consiglieri di opposizione, Marcello e Giuseppe Pascale, avanzata al primo Consiglio comunale, circa la verifica di eventuali cause di incompatibilità dei Consiglieri comunali, forniva un parere ministeriale in virtù del quale, la presunta incompatibilità del Presidente del Consiglio sarebbe stata esclusa; parere, addirittura, che, da una attenta lettura, confermava proprio l’incompatibilità del Presidente del Consiglio in quanto, lo stesso, non risultava semplicemente socio, bensì amministratore unico della società in lite pendente con lo stesso comune.
A tal riguardo, giova evidenziare che, il consigliere Liserre, unitamente agli altri consiglieri di opposizione, sia in data 24 febbraio 2025 che in data 31 marzo 2025, richiedeva, al Gabinetto del Ministero dell’Interno – Ufficio V – Affari Territoriali, un parere circa l’evidente incompatibilità del Presidente del Consiglio Comunale, senza riceverne, tuttavia, riscontro alcuno.
L’esposto, inoltre, rappresenta in maniera circostanziata, i gravissimi fatti verificatisi in data 6 marzo 2025, durante il Consiglio comunale dove, il consigliere Liserre, veniva violentemente aggredito, per fortuna solo verbalmente.
L’esposto, affronta tante altre problematiche relative alla gestione della cosa pubblica e termina con una richiesta di urgente convocazione, di tutti i consiglieri di opposizione, dinanzi al Prefetto, lasciando impregiudicata qualsiasi forma di protesta, eclatante e legale, a fronte di una deriva politico-amministrativa senza precedenti, affinché, sulla città’ dei Murales, non tramonti il sole della democrazia, della libertà e del progresso.