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Dal Vibonese. “Ricci di mare pescati illegalmente”. Sequestro a Capo Vaticano

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750 ricci di mare sono stati sequestrati dal Reparto operativo aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia nella notte appena trascorsa, quella tra giovedì 29 e venerdì 30 maggio. Se immesso sul mercato, il pescato avrebbe fruttato circa mille e duecento euro. Quattro le persone fermate e identificate, tutte provenienti dalla Sicilia. Buona parte dei ricci, ancora vivi al momento del sequestro, sono stati rigettati in mare. I fatti sono accaduti a Capo Vaticano.

Il comunicato stampa della Guardia di Finanza

I militari del Reparto Operativo Aeronavale della Guardia di Finanza di Vibo Valentia, in sinergica collaborazione con il Comando Provinciale del Corpo alla sede, la scorsa notte hanno individuato e fermato 4 soggetti provenienti dalla Sicilia, intenti alla raccolta degli echinodermi, notoriamente non consentita in tempo di notte e per quantitativi superiori ai 50 esemplari.

I militari appartenenti al Nucleo Sommozzatori della Stazione Navale di Vibo Valentia, allertati durante la notte dalla locale Capitaneria di Porto, si sono recati a bordo del battello in dotazione, nelle acque prospicienti Capo Vaticano (VV) dove, una volta giunti, hanno notato la presenza in acqua di due soggetti, dotati di attrezzatura subacquea professionale, autorespiratore e addirittura due trascinatori subacquei a scoppio, dediti alla raccolta indiscriminata di ricci di mare.

I soggetti, alla vista dell’unità navale del Corpo con a bordo i militari sommozzatori, hanno tentato la fuga senza riuscirci, infatti sono stati raggiunti a nuoto dai militari posti al loro inseguimento. Nel frattempo allertata una pattuglia 117 del Comando Provinciale di Vibo Valentia, giunta in zona, congiuntamente ad una pattuglia composta da militari della Stazione Navale che nel frattempo si era recata in zona, i Finanzieri hanno fermato altri due soggetti che, da riva, garantivano supporto ai pescatori di frodo.

L’attività ha portato al sequestro del pescato, che grazie al tempestivo intervento dei Finanzieri era pari a circa 750 ricci di mare, per un valore di mercato di circa 1200,00 euro, oltre a tutta l’attrezzatura utilizzata per l’attività illecita.

Giunti in porto a Vibo Valentia, previo parere da parte del veterinario dell’ASP competente, buona parte dei ricci rinvenuti, ancora in vita, sono stati rigettati in mare, così da assicurarne la sopravvivenza e garantire il ripopolamento dei fondali della zona, anche in considerazione dell’importante ruolo rivestito dalla specie nell’ambito del delicato equilibrio dell’ecosistema marino.

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