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Dal Reggino. “Piantagione di cannabis ritrovata a Sant’Eufemia”. Operazione della Guardia di Finanza

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250 metri quadri adibiti a piantagione. Questo quanto scoperto dai finanzieri di Palmi, in località Sant’Eufemia d’Aspromonte. L’operazione è avvenuta nei giorni scorsi. Sul posto, i militari hanno ritrovato piante di cannabis di oltre tre metri di altezza. Inoltre, la presenza di gabbie di essicazione, rinvenute nei pressi della piantagione, permetteva di completare l’intero ciclo di produzione della sostanza stupefacente in loco. L’area è stata sequestrata e le piante, da cui si sarebbero potuti ricavare 50 mila euro, sono state distrutte.

Il comunicato stampa della Guardia di Finanza

Il Comando Provinciale di Reggio Calabria, a seguito di un’attivazione del Reparto Operativo Aeronavale di Vibo Valentia, nel corso di un servizio finalizzato alla prevenzione e repressione dei reati in materia di sostanze stupefacenti, ha individuato, nei pressi di un torrente, in località Sant’Eufemia d’Aspromonte, una piantagione di cannabis.

In particolare, i militari della Compagnia di Palmi, riscontrando una segnalazione della Sezione Aerea di Lamezia Terme, hanno individuato, una piantagione, occultata da alti rovi e dalla fitta vegetazione circostante, composta da diverse piante con infiorescenze in avanzato stato di maturazione, di cui alcune di oltre 3 metri d’altezza.

L’area, di circa 250 metri quadrati, era irrigata da un articolato sistema di irrigazione automatizzato, rifornito da una condotta che artigianalmente portava l’acqua di un vicino torrente e con timer di irrigazione automatico, che ha permesso la crescita delle piante in totale autonomia.

Inoltre, la presenza di gabbie di essicazione, rinvenute nei pressi della piantagione, permetteva di completare l’intero ciclo di produzione della sostanza stupefacente in loco.

Alla fine delle attività di ricognizione, campionamento e sequestro – coordinate dalla Dott.ssa Teodora Pottino di Capuano, P.M. di turno presso la Procura della Repubblica di Palmi, diretta dal dott. Emanuele Crescenti – il materiale d’irrigazione veniva sottoposto a sequestro per i successivi approfondimenti e le piante di cannabis estirpate e distrutte sul posto.

Le piante rinvenute, una volta essiccate e trinciate, mediante l’immissione sul mercato della sostanza stupefacente, avrebbero fruttato oltre 50 mila euro.

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