Dal Potentino. “Mensa e trasporto scolastico alle stelle”. Il gruppo di minoranza “Progettiamo Maratea” chiede all’amministrazione di ripensarci
“Aumenti intollerabili per i servizi mensa e trasporto scolastico, speriamo vivamente che l’amministrazione ci ripensi perché si mette in serio pericolo il diritto allo studio”. A scriverlo è il gruppo di minoranza “Progettiamo Maratea”, guidato da Francesco Ambrosio. Secondo l’opposizione, infatti, “la Giunta ha deliberato l’aumento del 15,38% del costo della refezione per i bambini della scuola materna, del 22,80% per i bambini della scuola primaria e/o secondaria, nonché addirittura del 66,6% il costo dell’abbonamento per l’uso del trasporto pubblico che è equiparato a quello praticato nella città di Roma Capitale”.
Il comunicato stampa di Progettiamo Maratea
Della Delibera di Giunta Comunale n. 16 dell’11/02/2025, pubblicata in data 17.02.2025, è parte integrante l’Allegato 1 in cui viene esplicitato che il …..Comune gestisce i servizi a domanda individuale di seguito elencati:
[punto 10)] Mense, comprese quelle ad uso scolastico;
[punto 11)] Mercati e fiere attrezzati;
[punto 12)] Parcheggi custoditi e parchimetri;
[punto 14)] Servizi turistici diversi: stabilimenti balneari, approdi turistici e simili Impropriamente, però, nel prosieguo della Proposta inviata alla Giunta dai Responsabili
dei Settori 3 e 7 si parla di
1) Servizio Mercati;
2) Servizi relativi all’istruzione (e non Servizio Mense);
3) Servizio Parcheggi comunali;
4) Servizio Pontile Comunale,
nel tentativo di far passare l’inclusione del Trasporto Scolastico nella voce “Mense, comprese quelle ad uso scolastico “ quasi come se il trasporto scolastico fosse finalizzato all’uso della mensa.
Al di là della evidenziata sciagurata (illegittima, a nostro modo di vedere) “forzatura amministrativa”, è evidente come a noi interessi, politicamente, che venga garantito il diritto allo studio che in Italia è un diritto soggettivo della persona che trova il suo fondamento negli articoli 33 e 34 della Costituzione.
Nell’art. 34, in particolare, viene enunciato che la scuola è aperta a tutti e che l’istruzione inferiore è obbligatoria e gratuita.
Il trasporto scolastico – trattandosi di un servizio strettamente correlato al diritto allo studio – deve essere a disposizione di tutti gli studenti delle scuole dell’obbligo (fino ai 16 anni d’età), i quali devono tutti essere messi nelle condizioni di adempiere a questo dovere, senza distinzione alcuna.
In base alla normativa sul trasporto scolastico (Decreto Legislativo 112/1998) spetta ai Comuni garantire il trasporto per tutti i gradi inferiori di istruzione, scuola dell’infanzia inclusa.
Il diritto allo scuolabus deve essere garantito perché, così come evidenzia il Decreto Legislativo 63/2017, si tratta di un servizio prioritario per il supporto al diritto allo studio, finalizzato a perseguire l’uguaglianza sostanziale degli studenti.
Il trasporto scolastico rientra a pieno titolo tra i servizi più importanti e indispensabili per milioni di famiglie italiane.
Ed è qui che interviene lo Stato, il quale, attraverso i suoi enti territoriali, si impegna annualmente ad offrire agli studenti un servizio di trasporto scolastico puntuale e affidabile.
Per quanto riguarda le distanze da percorrere, hanno diritto al trasporto tramite scuolabus tutti gli alunni residenti nel bacino di utenza di un plesso scolastico e la distanza minima tra casa e scuola per poter accedere al pullman della scuola deve essere:
• 300 metri per le scuole dell’infanzia;
• 500 metri per le scuole primarie;
• 1000 metri per le scuole secondarie di I° grado.
In base a quanto detto fino ad ora, quindi, ciascun Comune è obbligato a fornire il servizio scuolabus ai bambini più piccoli e potrebbe decidere di farlo gratuitamente.
Mentre la scuola secondaria di primo grado, già allocata in Piazza Immacolata (oggi Vitolo) nel centro storico, fu nel 1995 trasferita in Piazza Europa, per effetto dell’accorpamento delle scuole materne e primarie [voluto sia per mettere in relazione tra di loro i bambini dell’intero territorio comunale e sia per contenere le spese dei plessi scolastici, distribuiti nelle varie frazioni, che gravavano sull’Ente (bidelli, addetti alle cucine, riscaldamento, consumi di energia elettrica, consumi idrici, costi telefonici)], fu raggiunta l’unificazione dei Plessi – rispettivamente – a Porto Scalo (scuola materna) e a Piazza Europa (scuola primaria) decretando – di fatto – l’uso, per i bambini, del trasporto scolastico.
Nel mentre ogni giorno, a livello nazionale, vengono affrontate le problematiche del “ caro bollette” e del “ caro vita “ e la regione Basilicata (e Maratea non ne è esclusa) registra il secondo peggior impatto economico pro-capite d’Italia di – 150,00 €, la Civica Amministrazione fa cadere una ulteriore mannaia sulle criticità socio-economiche della collettività che minano profondamente il diritto allo studio per i bambini e/o fanciulli che frequentano le scuole dell’obbligo, deliberando (in Giunta) l’aumento del 15,38 % del costo della refezione per i bambini della scuola materna, del 22,80 % per i bambini della scuola primaria e/o secondaria, nonché addirittura del 66,6 % il costo dell’abbonamento per l’uso del trasporto pubblico che è equiparato a quello praticato nella città di Roma Capitale dove il costo della tariffa mensile, deliberato dall’Assemblea Capitolina, è pari ad
€ 30,00, però, per i bambini appartenenti a famiglie aventi ISEE compreso tra i 15.000,01
e 30.000,00 euro.
Vogliamo augurarci che la maggioranza comunale voglia tornare sui suoi passi evitando, almeno, di modificare le tariffe già approvate con Deliberazione n. 5 del 15.01.2024.