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Crisi della politica. Il movimento “Destinazione Scalea” invita alla responsabilità collettiva

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Riceviamo e pubblichiamo il comunicato stampa inviatoci dal presidente di “Destinazione Scalea”, Michele Formica

La crisi politica che ha investito l’amministrazione comunale a Scalea, è un richiamo alla necessità di un’azione urgente e responsabile. Gli eventi degli ultimi giorni, culminati con la presentazione della mozione di sfiducia da parte di sette consiglieri comunali, rappresentano un momento di svolta per la nostra comunità. La paralisi amministrativa, il deterioramento delle relazioni politiche e il senso di abbandono che si avverte nella cittadinanza Scaleota, non possono più essere ignorati.

Come Presidente di Destinazione Scalea, mi rivolgo a tutte le parti coinvolte, dal sindaco ai consiglieri comunali di maggioranza e opposizione, per richiamare ad una necessaria assunzione di responsabilità. La nostra città merita un’amministrazione che lavori per il bene comune, non un’arena di scontri e giochi di potere.

La storia del rospo che si adatta progressivamente all’aumento della temperatura dell’acqua, fino a rimanere intrappolato e soccombere, è un potente monito. Questo racconto simboleggia il pericolo di adattarsi passivamente a una situazione insostenibile fino al punto di non ritorno.

A Scalea, l’acqua è già troppo calda: l’incapacità di agire tempestivamente ha già prodotto danni profondi, rischiando di compromettere irrimediabilmente il futuro della città.

La crisi attuale è figlia di una lunga serie di errori, compromessi e mancate decisioni. Ma c’è ancora tempo per “saltare fuori dalla pentola”, evitando che la città venga trascinata nel baratro di una paralisi amministrativa definitiva.

Invito pertanto tutti i consiglieri, indipendentemente dalla loro posizione politica, a un dialogo costruttivo e a considerare attentamente l’impatto delle loro azioni. Il destino di Scalea è più importante delle ambizioni personali o delle appartenenze partitiche.

È il momento di unire le forze per:

1. Trovare soluzioni condivise che garantiscano una guida forte e stabile alla città.
2. Agire con trasparenza e mettere fine alle logiche divisive che hanno minato la fiducia dei cittadini.
3. Definire una visione strategica per Scalea che ponga al centro il bene comune e affronti le vere priorità della comunità.

In ultimo bisogna interrogarsi se la mozione di sfiducia al sindaco è la panacea di ogni male; se cioè, la caduta dell’amministrazione possa rappresentare l’inizio di una fase di rinnovamento, senza che per questo si trasformi in un ulteriore momento di divisione, oppure se, al contrario, mantenendo in vita l’amministrazione, si possa giungere ad un’apertura con le forze politiche del territorio per lavorare insieme per il bene della città.

La storia del rospo ci insegna che il momento giusto per agire è adesso. A Scalea non possiamo permetterci di rimanere intrappolati in un sistema che non funziona, né possiamo continuare a sopportare il peso di giochi politici che sacrificano il futuro della nostra comunità.

Mi auguro che questo sia il momento in cui la classe politica di Scalea dimostri maturità e coraggio. La città merita di più e i cittadini hanno il diritto di vivere in un luogo governato con competenza, responsabilità e passione.

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